Ai Weiwei fa pace con la Cina? Prima mostra personale a Pechino dopo 5 anni di ostracismo e arresti. Dove? Alla galleria Continua e alla Tang Contemporary Art

C’è lo zampino italiano nella mostra con la quale si potrebbe mettere la firma sul trattato di “pace” fra Ai Weiwei la sua patria cinese. Si è infatti appena aperta nella sede di Pechino della galleria Continua – che condivide il progetto con la Tang Contemporary Art – la prima mostra personale che il grande […]

C’è lo zampino italiano nella mostra con la quale si potrebbe mettere la firma sul trattato di “pace” fra Ai Weiwei la sua patria cinese. Si è infatti appena aperta nella sede di Pechino della galleria Continua – che condivide il progetto con la Tang Contemporary Art – la prima mostra personale che il grande artista tiene in Cina da cinque anni a questa parte. Un periodo notoriamente segnato da rapporti turbolenti fino a degenerare nella violenza, con arresti, minacce, pressioni di ogni genere. Atteggiamenti che Ai Weiwei non ha mai mancato di denunciare pubblicamente anche in Occidente, anche grazie alla continua presenza su media e social network. La spettacolare mostre vede fra l’altro la ricostruzione in galleria di un tempio della dinastia Ming antico di più di 400 anni, un tempio di famiglia della provincia di Jiangxi, oltre alla figura di un drago, una collezione di vasi, un grande lampadario di cristallo: noi ne vediamo qualche immagine, anche se la comunicazione dalla Cina resta molto problematica…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.