Venezia Updates: un grande Mario Merz non salva i nuovi spazi per le mostre delle Gallerie dell’Accademia. Ecco le immagini dell’opening

Chi c’era, e in questi giorni si sta massacrando per provare a seguire le mille inaugurazioni sparse in giro per Venezia, sa che è stata probabilmente la più affollata. Perchè l’appuntamento aveva una doppia valenza: presentare al pubblico della Biennale un grandissimo artista come Mario Merz, ma forse ancor più inaugurare i nuovi spazi destinati […]

Chi c’era, e in questi giorni si sta massacrando per provare a seguire le mille inaugurazioni sparse in giro per Venezia, sa che è stata probabilmente la più affollata. Perchè l’appuntamento aveva una doppia valenza: presentare al pubblico della Biennale un grandissimo artista come Mario Merz, ma forse ancor più inaugurare i nuovi spazi destinati ad accogliere le esposizioni temporanee delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. E qui i tanti visitatori hanno dovuto constatare una realtà: ovvero quella di spazi che, malgrado 8 anni di lavori e 26 milioni di investimenti, si rivelano alquanto arrangiati e totalmente inadatti ad accogliere mostre.
Parliamo di Mario Merz – Città irreale, la mostra curata da Bartolomeo Pietromarchi che fino al 20 settembre propone un percorso espositivo che “si articola in senso cronologico per accompagnare il visitatore attraverso gli sviluppi della poetica dell’artista, partendo dalle prime sperimentazioni tra oggetto e architettura per arrivare alle grandi installazioni ambientali, passando per gli approfondimenti della sua attività grafica”. Fra i tanti giunti a celebrare il grande artista, Achille Bonito Oliva, Elena Manzoni di Chiosca, Fabio De Chirico, la direttrice generale per l’arte contemporanea del Mibact Federica Galloni: C’eravamo anche noi, ecco le immagini…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • E’ bella la professione del curatore. A differenza di un manager o un medico non può mai sbagliare. Pietromarchi dopo il tremendo padiglione italia di due anni fa, viene invitato a curare una mostra come questa. Viva la meritocrazia. Poi presentare un’artista sconosciuto come Mario Merz è davvero un gesto intrepido e coraggioso. Complimenti.