Venezia Updates: cosa pensa la grande stampa internazionale della Biennale? Ecco cosa, dal New York Times a Le Monde

Una settimana fa, a porte ancora chiuse, il Financial Times aveva avvertito i suoi lettori di prepararsi ad una biennale politica. Oggi, tra una preview e l’altra, abbiamo dato uno sguardo online a titoli e articoli pubblicati nelle ultimissime ore dai grandi quotidiani esteri, per raccogliere le prime impressioni oltre confine, ad un giorno dall’apertura al […]

L'installazione di Katharina Grosse alla 56.Biennale di Venezia

Una settimana fa, a porte ancora chiuse, il Financial Times aveva avvertito i suoi lettori di prepararsi ad una biennale politica. Oggi, tra una preview e l’altra, abbiamo dato uno sguardo online a titoli e articoli pubblicati nelle ultimissime ore dai grandi quotidiani esteri, per raccogliere le prime impressioni oltre confine, ad un giorno dall’apertura al pubblico dei cancelli della kermesse veneziana. Insomma: cosa si dice di questa biennale nel resto del mondo?
Mentre il quotidiano spagnolo El País titola con entusiasmo che Venezia ha trasformato la sua biennale in un vulcano di arte socio-politica, il francese Le Monde apre il suo report con una critica senza troppi giri di parole al Padiglione Inghilterra e alle opere di Sarah Lucas “di una volgarità inaudita”, per poi proseguire sostenendo che ai Giardini quest’anno la biennale si sviluppa nel segno della natura, degli alberi e dei buoni sentimenti ecologici.
Il New York Times, invece, dedica, tra gli altri, un articolo di approfondimento al Padiglione Islanda e alla provocazione dell’artista Christoph Büchel che ha convertito la chiesetta di Santa Maria della Misericordia a Cannaregio in una moschea, “per testare la tolleranza della città”.
L’Inghilterra del Times si defila da critiche ed entusiasmi e liquida questa biennale come un’edizione dal mood decisamente piatto, che si sta giocando l’attenzione dell’art system con le concomitanti – e a parer suo più frizzanti – aste newyorkesi.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.