Roberto Almagno incontra il pubblico dei Martedì Critici al Macro di Roma. Dal disegno alla scultura, e ritorno. Lungo i sentieri della natura  

C’è una relazione costante, nella ricerca di Roberto Almagno (Aquino, 1954), tra la radice concettuale del disegno e la vocazione drammatica della scultura. Dal tratto al volume, in un continuo rincorrersi e trasmutare, l’uno nell’altro. Sempre guardando alla natura, fonte di ispirazione e serbatoio di materiali, equilibri, suggestioni. Non a  caso è il legno a diventare, fin dagli anni Ottanta, una costante delle sue sperimentazioni plastiche: recuperando, mondando […]

Roberto Almagno, Tremula, 2004, legno, cm 50 x 50 x 10
Roberto Almagno, Tremula, 2004, legno, cm 50 x 50 x 10

C’è una relazione costante, nella ricerca di Roberto Almagno (Aquino, 1954), tra la radice concettuale del disegno e la vocazione drammatica della scultura. Dal tratto al volume, in un continuo rincorrersi e trasmutare, l’uno nell’altro. Sempre guardando alla natura, fonte di ispirazione e serbatoio di materiali, equilibri, suggestioni. Non a  caso è il legno a diventare, fin dagli anni Ottanta, una costante delle sue sperimentazioni plastiche: recuperando, mondando e lavorando rami spezzati di ulivi, castagni, ciliegi, pioppi, Almagno li trasforma in organismi puri, da cui il superfluo ed il minuto vengono meno, per lasciare emergere l’essenza. Così, la forma scultorea – lieve, sottile, aulica, in movimento – condivide col disegno la rapidità e la leggerezza, non smettendo di farsi spazio: quasi si trattasse di spostare nella terza dimensione l’esercizio meditativo della linea, oppure, all’opposto, di ricondurre la struttura all’origine, verso la spinta generativa e la volontà del segno.

Roberto Almagno, Senza Titolo, 2009, cm. 42×30 c- arbone, polvere di carbon fossile, acqua e cenere su carta - foto di Alessandro Cardinali
Roberto Almagno, Senza Titolo, 2009, cm. 42×30 c- arbone, polvere di carbon fossile, acqua e cenere su carta – foto di Alessandro Cardinali

Accanto alla sua produzione su carta, in cui si alternano materiali come carbone, cenere, gesso, nei decenni si sono susseguiti i progetti scultorei e installativi, da cui l’interesse per i processi alchemici e le evoluzioni infinite della natura emerge con un ruolo sempre centrale.
Sarà lo stesso Almagno, ripercorrendo le tappe principali della sua carriera, a raccontare ilsenso di un lavoro rigoroso, tra sintesi poetica e analisi spaziale: appuntamento il prossimo 12 maggio con i Martedì Critici, che tornano al MACRO per un nuovo ciclo romano, subito dopo la tornata di incontri al Maxxi B.A.S.E. A introdurre e intervistare l’artista, i due curatori, Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti.

 – Helga Marsala

I Martedì Critici – Roberto Almagno
a cura di Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti
12 maggio 2015, ore 18
MACRO – Via Nizza, 138, Roma
www.museomacro.org
www.imartedicritici.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.