Lo Strillone: quel lato nero di Le Corbusier, il fascista su L’Espresso. E poi i Rolli genovesi, turismo siciliano, Arco di Tito

“II denaro, gli ebrei (in parte responsabili), la massoneria, tutto questo subirà la giusta legge”. E ancora: “Hitler può coronare la sua vita con un’operazione grandiosa: la pianificazione dell’Europa”. Chi è l’autore di queste, a dir poco incaute e superficiali, parole? Le scrisse a sua madre, nell’ottobre del 1940, un genio dell’architettura mondiale che risponde […]

Quotidiani
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II denaro, gli ebrei (in parte responsabili), la massoneria, tutto questo subirà la giusta legge”. E ancora: “Hitler può coronare la sua vita con un’operazione grandiosa: la pianificazione dell’Europa”. Chi è l’autore di queste, a dir poco incaute e superficiali, parole? Le scrisse a sua madre, nell’ottobre del 1940, un genio dell’architettura mondiale che risponde al nome di Charles-Edouard Jeanneret detto Le Corbusier. Le riporta L’Espresso, che parla della grande mostra a lui dedicata al Beaubourg che però tace del tutto le sue imbarazzanti simpatie per il fascismo. Che invece tre libri mettono in luce. E divampa la polemica. “Un po’ lo si sapeva (e se ne parlava poco). Ma ora emerge con forza: più fascista di quanto si sapesse, antisemita, con qualche simpatia per Hitler. Non c’è traccia delle sue idee politiche negli anni del primo fascismo, della Francia occupata, del regime filotedesco di Vichy. Ben strano, per il Beaubourg, indirizzo topico del sistema culturale francese”.

Quei palazzi di Genova così belli dentro. Su Sette Francesca Pini racconta la storia dei Rolli, sistema dei palazzi genovesi visitabili due volte all’anno: “Nella città si contano almeno un centinaio di palazzi di questo tipo (divisi in tre categorie, a seconda del pregio) sia privati che pubblici, ma 42 sono quelli che l’Unesco considera Patrimonio dell’Umanità”. Boom di visitatori nei siti storici di Palermo: è Il Sole 24 Ore a riferire che “l’enoturismo negli ultimi cinque anni sull’isola è cresciuto del 40%, sino ad attestarsi a quota 600mila presenze. I dati, frutto di un’elaborazione di Movimento Turismo del Vino Sicilia, restituiscono alla perfezione il momento di grande vivacità che il settore sta attraversando, grazie a un mix di tradizione, offerta innovativa e marketing”. Sponsor al Circo Massimo per ricostruire l’Arco di Tito: il dorso romano de La Repubblica parla della scoperta, annunciata ieri, “del pavimento antico in lastre di travertino, dei quattro piloni su cui poggiavano le colonne e di centinaia di frammenti in marmo lunense dell’attico e della trabeazione dell’Arco, la Sovrintendenza e già al lavoro sul progetto di anastilosi del monumento”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Che banalità a riguardo di Le Corbusier ! Un genio sarà sempre un genio indipendentemente da qualsiasi simpatia politica o inclinazione discutibile o debolezza personale che può avere. Diversamente dovremmo rinunciare a buona parte dell’arte, della filosofia, della letteratura, mi ricordo a scuola quando si parlava, quasi con atteggiamento di condanna, di futurismo o di D’Annunzio ecc.. come una delle cause scatenanti alla formazione dell’ideologia fascista; allora in virtù di questo non dovremmo leggere le poesie di Marinetti, di Palazzeschi, non dovremmo vedere Balla, Boccioni, dovremmo rinunciare a conoscere le Riviste Fiorentine. Non dovremmo neanche leggere il Superuomo di Nietzsche o vedere l’Isola dei Morti di Böcklin l’opera preferita da Hitler o ci si dovrebbe scandalizzare davanti ad una swastika simbolo del Centro presso i Veda e non solo, dovremmo ignorare anche Leonardo perchè condannato per sodomia, senza contare poi del barocco arte della Cotroriforma e dell’Inquisizione, o delle avanguardie russe premesse del socialismo sovietico, ecc., ecc…

    • angelov

      far di tutte l’erbe un fascio,
      sperando che tra di esse
      ci sia anche un po’ di marijuana…

      • Ma che c’entra ! L’elenco che ho fatto è conseguente al senso dell’articolo su Le Corbusier estendendolo per parossismo a moltissimi altri casi certamente diversi dal primo ma dello stesso senso con tanto di riferimento politico, filosofico e religioso e quindi distinti tra loro. In ogni caso, per farla breve il nocciolo di quello che intendevo dire è questo : dobbiamo valutare o giudicare un uomo, e nello specifico un architetto, in base a ciò che ha fatto o progettato, oppure dobbiamo valutarlo o magari accantonarlo in base alle sue idee, inclinazioni o simpatie politiche come nel caso suddetto ???

        • angelov

          Ma è proprio necessario esprimere un giudizio, che in questo caso sarebbe di natura etica? La cosa sa molto di pettegolezzo o gossip. Molti artisti ed intellettuali del XX secolo, all’inizio hanno espresso giudizi di favore nei riguardi del fascismo e del nazismo, per poi ricredersi; per quanto riguarda poi la cultura ebraica, si tratta di una questione che purtroppo si trascina da sempre; basterebbe solo leggere la Bibbia per rintracciarvi le radici dell’antisemitismo.
          Con questo esprimo solo un parere soggettivo…