Lo Strillone: nativi digitali o app generation, i giovani e la lettura su La Repubblica. E poi Germania al Salone del Libro, Colosseo, Dagospia

Carta o tablet? Mouse o touch screen? Il Salone del Libro di Torino domina su tutte le pagine culturali, e La Repubblica va a curiosare nel padiglione dedicato ai ragazzi, dove “si intravede una nuova generazione che non è soltanto quella dei ‘nativi digitali’ o ‘app generation’, come sono stati chiamati i figli dell’evo tecnologico”. […]

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Carta o tablet? Mouse o touch screen? Il Salone del Libro di Torino domina su tutte le pagine culturali, e La Repubblica va a curiosare nel padiglione dedicato ai ragazzi, dove “si intravede una nuova generazione che non è soltanto quella dei ‘nativi digitali’ o ‘app generation’, come sono stati chiamati i figli dell’evo tecnologico”. Quali sono dunque le abitudini dei lettori del futuro? “Sono qualcos’altro, ancora più avanti, ancora più di frontiera, sporti su un mondo che non sappiamo cosa sia. Sono i piccoli e piccolissimi che imparano a leggere su un tablet. Gli innumerevoli bambini che oggi incontrano Cenerentola o Biancaneve non sul libro di carta e nel già superato e-book, ma nelle pirotecniche applicazioni in cui sta traslocando la letteratura per l’infanzia”.

È al Salone anche il Corriere della Sera, che riferisce che “la Germania vende all’Italia un titolo al giorno da tradurre. È stabile e solido il mercato del libro in Germania. Ufficialmente è il terzo mercato mondiale, dopo Usa e Giappone (anche se i numeri recenti parrebbero piazzarlo al secondo posto). Il 2013 si è chiuso con un fatturato di 9,536 miliardi di euro e ha fatto registrare uno 0,2% in più (i due anni precedenti avevano chiuso con una leggera flessione)”. Un ascensore per il Colosseo. Il Messaggero informa che “sarà ricostruito lo speciale montacarichi in legno, metallo e corda che duemila anni fa issava gli animali selvaggi dai sotterranei per liberarli nell’arena dei gladiatori. La struttura alta otto metri è perfettamente funzionante e verrà presentata nelle prossime settimane: una macchina scenica perfetta che permetteva grazie a una botola a scomparsa di stupire il pubblico”. Buon compleanno Dagospia. Vittorio Feltri su Il Giornale omaggia il sito creato quindici anni fa da Roberto D’Agostino quasi per gioco: “così il gossip si è fatto arte”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.