Lo Strillone: la Biennale dell’ansietà da visitare a stomaco leggero su Italia Oggi. E poi capolavori in affitto, Paperoni dell’arte, Moda e food

“Due consigli. Il primo: visitate la Biennale a stomaco leggero. Riuscirete così a digerire più facilmente l’atmosfera cupa che permea questa edizione. Il secondo: appena usciti fatevi uno spritz, il tradizionale aperitivo veneziano a base di Aperol, prosecco e seltz, così tornerete in pace con la vita”. Non richiede molti altri dettagli la riflessione di […]

Quotidiani
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Due consigli. Il primo: visitate la Biennale a stomaco leggero. Riuscirete così a digerire più facilmente l’atmosfera cupa che permea questa edizione. Il secondo: appena usciti fatevi uno spritz, il tradizionale aperitivo veneziano a base di Aperol, prosecco e seltz, così tornerete in pace con la vita”. Non richiede molti altri dettagli la riflessione di Italia Oggi sulla grande kermesse veneziana: “l’allegria, cioè l’ottimismo (della ragione?) non alberga nemmeno da lontano in questa Biennale. Se l’arte percepisce e anticipa gli umori della società, ci attende un futuro piuttosto cupo. Del resto Io stesso presidente della Biennale, Paolo Baratta dice: ‘Oggi il mondo ci appare attraversato da gravi fratture e lacerazioni, da forti asimmetrie e da incertezze sulle prospettive. Nonostante i colossali progressi nelle conoscenze e nelle tecnologie viviamo una sorta di age of anxiety. Amen”.

Per quattro soldi ti affitto i grandi capolavori dell’arte. Il Fatto Quotidiano racconta episodi limite di suolo pubblico di pregio svenduto per far cassa: “da Castel S. Angelo a Pompei: Italia affittasi per due spiccioli. A Roma gli stand per il passaggio della Mille Miglia pagati 2.300 euro al giorno, aperitivi archeologici tra Stadio di Domiziano e basiliche a prezzi stracciati, per una cena l’anfiteatro campano vale 20mila euro, per una serata al tempio di Segesta ne bastano 5mila”. I capolavori meglio dell’oro: Il Giornale sottolinea l’ultima moda dei Paperoni, soprattutto arabi, che arricchiscono il mercato dell’arte moderna e contemporanea: “ora i capolavori chiedono un conto in banca stratosferico: la prova è arrivata la scorsa settimana, alle aste di Christie’s e Sotheby’s a New York. Una settimana da record dove, da Christie’s, in due serate é stata superata la cifra di un miliardo di dollari di incassi: un miliardo e trecento milioni, per la precisione”. Moda e food su Il Tempo, che racconta l’esposizione in corso a Roma ai Mercati di Adriano fino al 1 novembre: “Frutta, pasta e verdure ricamate, tessute e stampate in un dialogo che è arte”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.