Lo Strillone: Franceschini bacchetta i registi italiani esterofili sul Corriere della Sera. E poi musei privati in rete, archivi d’artista, vendere il design

“Abbiamo un esempio da seguire, quello della Francia che ha saputo difendere i suoi film. Perché non copiarla?”. Eccola, la ricetta del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per risollevare le sorti del cinema italiano: la affida a Paolo Mereghetti nella lunga intervista sul Corriere della Sera. “Mi sarebbe sembrato sbagliato non andare a Cannes […]

Quotidiani
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Abbiamo un esempio da seguire, quello della Francia che ha saputo difendere i suoi film. Perché non copiarla?”. Eccola, la ricetta del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per risollevare le sorti del cinema italiano: la affida a Paolo Mereghetti nella lunga intervista sul Corriere della Sera. “Mi sarebbe sembrato sbagliato non andare a Cannes perché non avevamo vinto niente. La mia presenza voleva sottolineare l’importanza che l’Italia riconosce al cinema e l’impegno comune nell’affrontare i tanti problemi ancora sul tavolo. Certo, abbiamo molti anni di ritardo sulla Francia, soprattutto rispetto alla loro capacità di essere — con una espressione un po’ abusata ma efficace – un ‘sistema paese’”. Ma cosa manca agli italiani rispetto ai francesi? “In fatto di orgoglio nazionale abbiamo ancora molto da imparare dalla Francia. Loro investono molto e bene. Dobbiamo sicuramente imparare. Nessuno però si è posto il problema di non mandare il proprio film a Cannes e tenerlo per Venezia. A volte l’orgoglio nazionale si misura anche da questo. Inoltre a Cannes tutto il cinema francese è presente, indipendentemente dall’avere un film in concorso. Mi piacerebbe che anche a Venezia, già da quest’anno, fosse così”.

I musei privati puntano a mettersi in rete. Dopo la recente presentazione ufficiale, avvenuta a Londra durante la fiera Art15 London, Il Sole 24 Ore parla della Global Private Museum Association, il primo network di musei privati di portata mondiale promosso dal consulente e curatore Phlip Dodd. “Nel dialogo con le istituzioni asiatiche possiamo aiutarle a svfluppare programmi educativi, mentre loro ci possono introdurre all’arte orientale. E poi ci sono la didattica, le residenze per artisti, la valorizzazione delle collezioni”, dichiara a proposito Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Archivi d’artista uniti sulle buone pratiche: ancora su Il Sole Marilena Pirrelli presenta la neonata associazione AitArt, che “chiederà ai soci comportamenti virtuosi nelle autentiche grazie a comitati collegiali”. II design? Va spiegato come un’auto. Italia Oggi dà voce a Knud Erik Hansen, proprietario e ceo del marchio di famiglia Carl Hansen & Son, secondo il quale “per vendere design vale lo stesso metodo delle auto. Il venditore deve andare all’anima del prodotto, alla sua storia”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.