Le tazzine rotte (e riparate con l’oro) di Yoko Ono. Ecco le immagini della nuova illy Art Collection presentata in occasione della mostra dell’artista giapponese al MoMA

Dresda, 13 febbraio 1945, Guernica, 26 aprile 1937, Hiroshima, 6 agosto 1945, New York, 8 dicembre 1980. Riconoscete queste date? Sono quelle di alcuni eventi catastrofici che hanno colpito la terra, e alcuni che hanno avuto un impatto diretto sulla vita di Yoko Ono (specificatamente quella del 1980, con l’assassinio di John Lennon). Perchè ci […]

Dresda, 13 febbraio 1945, Guernica, 26 aprile 1937, Hiroshima, 6 agosto 1945, New York, 8 dicembre 1980. Riconoscete queste date? Sono quelle di alcuni eventi catastrofici che hanno colpito la terra, e alcuni che hanno avuto un impatto diretto sulla vita di Yoko Ono (specificatamente quella del 1980, con l’assassinio di John Lennon). Perchè ci interessano, in questo momento? Perchè sono le protagoniste di una serie di tazzine con le quali la grande artista dà la sua interpretazione della illy Art Collection, presentata in occasione della mostra dell’artista, Yoko Ono: One Woman Show, 1960–1971, al Museum of Modern Art (MoMA), New York dal 17 maggio al 7 settembre.
Le date in realtà sono scritte sui piattini: perché le tazzine figurano come rotte in quelle occasioni tragiche, e ora “riparate” con l’antica arte giapponese del Kintsugi, una tecnica di riparazione delle ceramiche rotte o incrinate che usa l’oro come collante: “una filosofia che concepisce la rottura e la riparazione come parti integranti della storia di un oggetto, un dettaglio prezioso, importante e non un elemento da nascondere”. Una settima tazzina della collezione, titolo Unbroken Cup, è intatta, senza crepe né riparazioni, ed esprime pace e speranza con le parole di Ono scritte sul piattino: “This cup will never be broken as it will be under your protection” (“Questa tazza non si romperà mai finché sarà sotto la tua protezione”). La poetica serie si intitola Mended Cups, eccola nelle immagini…

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.