La Galleria Estense risorge dalle macerie del terremoto emiliano del 2012. Nuove opere, un allestimento rinnovato e tre giorni di feste barocche

La notte del 20 maggio 2012, l’Emilia Romagna è svegliata da un forte terremoto. Nei giorni a venire, altri intensi assestamenti sismici – tra cui la tremenda scossa del 29 maggio – si susseguono e la Galleria Estense di Modena viene chiusa a causa di importanti danni strutturali. Ora, dopo tre anni di lavori di […]

Il busto del duca Francesco I d'Este del Bernini

La notte del 20 maggio 2012, l’Emilia Romagna è svegliata da un forte terremoto. Nei giorni a venire, altri intensi assestamenti sismici – tra cui la tremenda scossa del 29 maggio – si susseguono e la Galleria Estense di Modena viene chiusa a causa di importanti danni strutturali. Ora, dopo tre anni di lavori di consolidamento e un investimento tirato di 760 mila euro, finalmente la storica galleria modenese sarà restituita alla città. La collezione di proprietà dei Duchi d’Este, che fu la più ricca d’Europa del suo tempo, sarà di nuovo visitabile a partire dal 29 maggio. Le opere del Tintoretto, del Guercino e del Correggio, il famoso ritratto del duca Francesco I d’Este dipinto da Velázquez e il busto in marmo scolpito dal Bernini, sono tra i capolavori che ritornano negli spazi rinnovati della Galleria.
Nella disgrazia, si è approfittato per rivedere l’allestimento, datato ai tardi anni Sessanta, rispolverare opere che finora erano rimaste chiuse nei magazzini e per progettare nuovi apparati didattici e informativi. Il total white delle pareti è stato rimpiazzato da una tonalità grigia, più adatta ad accogliere i dipinti e le sculture della collezione, ma anche le medaglie, le monete, i bronzi e le opere di grafica. Per mancanza di fondi, l’impianto di illuminazione è stato rinnovato soltanto nella sala che ospita i capolavori della pittura emiliana del Seicento. Parte dei finanziamenti ministeriali, sono stati impiegati nella progettazione e realizzazione di un  innovativo basamento antisismico per salvaguardare la scultura del Bernini datata tra il 1650 e il 1651. Ma l’opera è diventata realtà soprattutto grazie al progetto di recupero realizzato dalla piattaforma web di raccolta fondi online ForItaly.org. La raccolta fondi è stata condotta nel 2013 nell’ambito dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti – voluto dal Ministero degli Affari Esteri – e ha coinvolto cittadini italiani e stranieri insieme a istituzioni e aziende.
Il museo nel frattempo è stato promosso ad autonomo e nazionale dal MiBACT, come ricorderà il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini che interverrà alla inaugurazione.
La riapertura della Galleria Estense sarà celebrata da tre giorni di feste barocche: l’idea è di rievocare il clima della corte estense e, tra installazioni artistiche, musica e lezioni magistrali, di invitare la città tutta a stringersi attorno al museo ritrovato.

Marta Pettinau

CONDIVIDI
Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.