Expo Updates: un’idea intelligente, ma ancora incompiuta. Ecco tutte le immagini dei Cluster tematici, dal caffè al riso

I Cluster, aggregazioni di diversi Paesi intorno a un alimento, sono la novità di questa esposizione universale. Alcuni sono decumano, altri al termine del cardo, sono formati da uno spazio centrale, tra la piazza e il mercato, su cui si affaccerebbero gli stand nazionali. Uso il condizionale perché, parzialmente completati, oggi purtroppo non sono ancora […]

I Cluster, aggregazioni di diversi Paesi intorno a un alimento, sono la novità di questa esposizione universale. Alcuni sono decumano, altri al termine del cardo, sono formati da uno spazio centrale, tra la piazza e il mercato, su cui si affaccerebbero gli stand nazionali. Uso il condizionale perché, parzialmente completati, oggi purtroppo non sono ancora del tutto occupati; i corridoi e i cortili centrali sono allestiti, principalmente, con ordinate e rigogliose coltivazioni, ma mancano gli stand interni, oppure sono vuoti, senza materiali, senza persone. Di conseguenza sono deserti, salvo quello del caffè, scandito dalle fotografie in bianco e nero del progetto di Sebastiao Salgado per Illy. Alle frange del sito le difficoltà organizzative e logistiche sono più visibili. Peccato davvero non siano riusciti ad aprire in tempo, perché il loro assunto di base è l’idea interessante dell’Expo 2015. Mettere a fuoco l’importanza di riso, cacao, caffè, frutta, spezie e cereali, e degli ecosistemi, il mediterraneo, le isole e le zone aride, supera quell’impostazione ottocentesca che celebra le glorie e i fasti colonialisti degli Stati nazionali ed entra nell’ottica di pensare il pianeta come composto da ecosistemi piuttosto che zone politiche; dovrebbe per altro favorire l’accesso al palcoscenico globale a quelle Nazioni povere di denaro ma ricche di risorse, che forse e come sempre, anche per questa ragione, sono state penalizzate dall’organizzazione. Medesima condizione quella del Padiglione UE, altra novità che non ha aperto le porte (lo farà il 9 maggio per celebrare la Festa dell’Europa) ma che avrebbe dovuto farsi sentire e vedere molto di più, data la sua rilevanza nelle questioni legate a cibo e nutrizione. L’impressione è che in tutti questi casi la “cabina di regia” non abbia funzionato.

– Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.