Expo updates: immagini dal padiglione del Belgio, che ammicca alla Milano del design. Fra cioccolato e birre tradizionali, c’è pure una citazione per i Castiglioni

“La partecipazione è incentrata sulla sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica e l’identità nazionale”, sostiene lo statement pubblicato anche sul sito ufficiale.
 Vi sono esposti ritrovati scientifici e tecnici per affrontare la sfida alimentare, “come i metodi alternativi di produzione alimentare, l’acquaponica, l’idroponica, la coltura d’insetti e alghe”. Con l’immancabile focus sulle specificità gastronomiche nazionali, dal cioccolato […]

La partecipazione è incentrata sulla sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica e l’identità nazionale”, sostiene lo statement pubblicato anche sul sito ufficiale.
 Vi sono esposti ritrovati scientifici e tecnici per affrontare la sfida alimentare, “come i metodi alternativi di produzione alimentare, l’acquaponica, l’idroponica, la coltura d’insetti e alghe”. Con l’immancabile focus sulle specificità gastronomiche nazionali, dal cioccolato alle birre tradizionali. Eppure quello che colpisce a prima vista del Padiglione Belgio, fin dall’esterno, è il curatissimo look attentissimo al design dei singoli pezzi e dei particolari: dalle glamourissime panche e salottini esterni, ai punti luce interni (in certi scorsi sembra di stare a uno stand Foscarini al Salone del Mobile). Fino agli sgabelli delle postazioni informatiche a disposizione dei viisitatori, citazioni dirette del celebre Mezzadro di Achille & Pier Giacomo Castiglioni. Da non trascurare peraltro il felice esito che questo padiglione potrà avere durante l’estate nella sua parte esterna. Chioschi – anche questi di super design – somministranno birra, patatine e waffel in pieno stile belga. In un ambiente all’aperto accogliente, vasto e curato. Subito all’inizio del percorso. Ecco la fotogallery, giudicate voi…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.