Salone Updates: fra tradizione artigianale e resilienza, tour fotografico in zona Ventura Lambrate

La buona notizia, innanzitutto, è che a Ventura Lambrate i ristoranti usano solo piatti in Mater B e i cestini per la raccolta differenziata sono ovunque. Potrà sembrare poco, ma in un settore dominato dall’esaltazione un po’ ipocrita della sostenibilità le iniziative di questo genere rimangono ancora esperienze isolate. Bello, ancora, vedere esposta una turbina […]

La buona notizia, innanzitutto, è che a Ventura Lambrate i ristoranti usano solo piatti in Mater B e i cestini per la raccolta differenziata sono ovunque. Potrà sembrare poco, ma in un settore dominato dall’esaltazione un po’ ipocrita della sostenibilità le iniziative di questo genere rimangono ancora esperienze isolate. Bello, ancora, vedere esposta una turbina eolica (si tratta di Hercules di Enessere): il prodotto è pronto per la distribuzione e destinato principalmente al mercato privato. Chiusa la promessa necessaria, passiamo ai progetti in mostra. Ancora una volta, la curatela di Organisation in Design non delude e se possibile surclassa l’edizione precedente. Due i temi che, seppur in maniera non dichiarata, fanno da leitmotif alle diverse anime dell’esposizione: l’attualizzazione della tradizione artigianale, rivisitata principalmente attraverso lo studio di nuovi materiali, e la professione della resilienza rispetto agli scenari angusti, sia ambientali che sociali, che caratterizzano il futuro.
Note di merito alla Design Academy Eindhoven, che con il tema Eat Shit non si limita a rompere un tabù, ma anche a ripercorrerlo in maniera non didascalica. Ancora, interessante la metafora proposta da Gathering, esposizione a cura di Li Edelkoort che associa all’atto di ricucire una tela il simbolo di una ritrovata coesione sociale. Peccato, forse, per la presenza quasi ossessiva di vasi e di tableware: va bene sperimentare l’applicazione di materiali, ma non sarebbe anche bello immaginarsi esiti formali e tipologici meno stereotipati? Il resto lo lasciamo a voi, e lo illustriamo con la fotogallery…

– Giulia Zappa

 

 

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Giulia Zappa
Laureata in comunicazione all’Università di Bologna con una tesi in semiotica su Droog Design, si specializza in multimedia content design e design management a Firenze e New York. Da oltre dieci anni lavora come design&communication strategist, occupandosi di progetti a cavallo tra comunicazione e prodotto. Ha insegnato Comunicazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Roma. È consulente per programmi internazionali di design per lo sviluppo. Giornalista pubblicista, per Artribune è responsabile editoriale delle pagine dedicate al design.