Salone Updates: alla scoperta dell’eccellenza italiana con una pipa in bocca. Esordisce alla design week Radica Chic, di Giulio Iacchetti

Quando design e sperimentazione sono a 360 gradi. Giulio Iacchetti propone tra gli altri prodotti la pipa Radica Chic realizzata da Savinelli ed esposta per la prima volta durante il Salone del Mobile 2015 nelle vetrine del negozio di Via Orefici. Così come illustri designer prima di lui – ad esempio Roberto Sambonet o Joe […]

Quando design e sperimentazione sono a 360 gradi. Giulio Iacchetti propone tra gli altri prodotti la pipa Radica Chic realizzata da Savinelli ed esposta per la prima volta durante il Salone del Mobile 2015 nelle vetrine del negozio di Via Orefici. Così come illustri designer prima di lui – ad esempio Roberto Sambonet o Joe Colombo con la Optimal – Giulio Iacchetti si cimenta in un nuovo tema progettuale, la pipa, oggetto legato ad uno specifico corredo, non solo italiano, di accessori tipicamente maschili. Fumatore occasionale di pipa, Iacchetti è incuriosito dal generalizzato nuovo interesse per alcuni oggetti e riti legati a una sorta di “attrezzaggio” maschile, come il coltello da tasca, il cappello, la rasatura e i prodotti a questa collegati, e appunto la pipa, generalmente associata alla parte di tempo “privato”, alla riflessione e al relax dell’uomo.
Il suo concept è quello di una “pipa d’appoggio” in radica di erica. La pipa va scolpita in un unico pezzo di radica, e aldilà dell’abilità dell’artigiano, è strategico riuscire a individuare il pezzo di radica adatto, fattore che ha costituito la prima tra le difficoltà realizzative e che ha condizionato la scelta dell’azienda a cui proporre il progetto. Dopo una prima ricerca finalizzata a coinvolgere nella sua sperimentazione piccoli artigiani, e alla luce della complessità dei problemi legati alla realizzazione della pipa, anche Iacchetti si rivolge infine come i suoi predecessori ad Achille Savinelli, l’azienda artigianale italiana più importante nel settore. Iacchetti arriva da Savinelli con il suo schizzo e incontra un capo reparto – una donna – che capisce le potenzialità del progetto e comincia a svilupparlo. Per arrivare al prodotto finito, sono state poi necessarie circa 80 lavorazioni quasi tutte manuali.
Durante la produzione, Iacchetti ha occasione di scoprire il territorio attorno a Savinelli, ovvero uno dei distretti italiani della pipa, sorto nei pressi di Gavirate, Varese. Qui si lavora dal XIX secolo la radica migliore, reperita un tempo nel Sud Italia e oggi proveniente dalla Toscana: alcuni dei primi artigiani del distretto erano emigranti di ritorno da Saint-Claude in Francia dove avevano imparato il mestiere. Oggi il distretto è fatto di alcune aziende note a livello internazionale – come Savinelli o la Pipe Brebbia – e da un indotto di numerose piccole aziende. La pipa Radica Chic racconta il modus operandi di Iacchetti: come in altre occasioni, e in particolare con Interno italiano, il designer lancia il seme dell’idea progettuale, poi lascia che il suo concept sia sviluppato dagli artigiani o dall’azienda intervenendo quando utile nei vari passaggi. Il prodotto finale è la sommatoria dei differenti apporti di tutti, in una sorta di “evoluzione condivisa”, a partire da una sua “generosità interessata” nel promuovere la qualità del progetto e del prodotto italiano.

– Monica A.G. Scanu

 

 

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Monica Scanu
Monica AG Scanu, architetto, si occupa di design e architettura. Dal 2012 è titolare del corso di Design Management alla sede IED di Cagliari. È membro del CDA della casa editrice dell’Ordine degli Architetti di Roma, Prospettive Edizioni. Dal 2007 è responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione di Insula architettura e ingegneria. Tra il 2007 e il 2009 è direttore a Roma del Master in Cultural Experience Design and Management di Domus Academy e IRFI. È stata docente sino al 2008 presso il corso di Disegno Industriale alla Seconda Facoltà di Architettura Ludovico Quadroni alla Sapienza, dal 2002 al 2007 presso il corso in Disegno Industriale e Ambientale, Facoltà di Architettura di Ascoli, e fino al 2009 presso il Design Culture and Management Program della Bilgi University di Istanbul. A Istanbul ha organizzato, in collaborazione con l’azienda Moleskine, il progetto Detour My Detour. Dal 2009 al 2011 ha fatto parte dello staff dell’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, con competenze su design, architettura e cultura internazionale.