Quando l’orologio è intelligente. E creativo. Gli smartwatch Android si collegano a Google Art Project: opere di street art come sfondi da polso

È l’ultima frontiera delle nuove tecnologie integrate e mobili. Dopo smartphone e tablet, è tempo di smartwatch: orologi intelligenti, che mescolano l’originaria funzione – quella di segnare il tempo – con mille altre mutuate da dispositivi più complessi. In poche parole, dei micro computer da polso, in versione touch screen, con cui scattare foto, telefonare, […]

Street Art Watch Fece

È l’ultima frontiera delle nuove tecnologie integrate e mobili. Dopo smartphone e tablet, è tempo di smartwatch: orologi intelligenti, che mescolano l’originaria funzione – quella di segnare il tempo – con mille altre mutuate da dispositivi più complessi. In poche parole, dei micro computer da polso, in versione touch screen, con cui scattare foto, telefonare, ascoltare musica con cuffie wireless, connettersi a internet, registrare suoni, archiviare file, visualizzare sms e e-mail, sintonizzarsi sulla radio; senza parlare dei vari optional, quali termometro, cardiofrequenzimetro, altimetro, barometro, bussola, cronografo, calcolatrice.
E come nel caso dei telefoni, non poteva mancare la miologica sfida fra Apple e Android, entrambi sulla piazza con i loro rispettivi modelli, Apple Watch  e Android Wear; sfida che ha visto Google lanciare nei giorni scorsi la sua provocazione decisiva: il colosso californiano punta a rendere compatibili i suoi smartwatch con iPhone. Una modifica al software Adroid e il sistema iOS è subito agganciato, senza bisogno di acquistare un orologio Apple.

Street Art Watch Fece
Street Art Watch Fece

Nel mentre, Google lavora anche sul piano dell’estetica, altro asso nella manica dell’azienda di Cupertino, su cui non farsi bruciare. Appena presentata la prima watchface per Android Wear, un’interfaccia creativa battezzata “Street Art Watch Fece” e sviluppata in sinergia con alcuni artisti presenti nella nuova sezione “street” di Google Art Project. Tre i formati possibili: analogico, che è il classico modello con lancette; digitale, con l’ora indicata in basso; minimal, con dei sottili cerchi. Sullo sfondo, naturalmente, opere di street art pescate dal grande database dell’arte messo in rete da Google. Gli autori? Aitch, Andre Fernandes Trindade, Cheko, DRAW, Drawing Jesus, Erik Otto, Gemeniano Cruz, God Mess, Hugo Lucas, Katch, L Is Not An Artist aka Luísa Cortesão, Mariana Dias Coutinho, Mercedes deBellard, Mercedes deBellard & Cheko, Nark, Nicolae Negura, Paulo Arraiano, Pedro Batista, Phibs, Reach, Samina, Slap, Sublinismo & Cheko, Tamara Alves & José Carvalho, The Empty Belly, Tinta Crua e Will Barras.
E proprio come nel caso dell’estensione per Chrome, che veste la pagina d’avvio del browser con famosi dipinti di Google Art Project, la sequenza delle immagini sul quadrante è random e non è controllabile. I murales scorrono da soli, a intervalli regolari, ferma restando la possibilità di disattivare la funzione in qualsiasi momento. E intanto le opinioni sugli smartwatch si dividono: un vezzo inutile o un dispositivo di cui presto non potremmo fare a meno?

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.