Punta sull’Accademia di Belle Arti di Roma il Premio Hausmann & Co. – Patek Philippe 2015. Dopo la musica e la medicina, il riconoscimento andrà a giovani talenti italiani nelle arti visive

Si sa, il mondo delle accademie d’arte in Italia è poco dinamico, generalmente ingessato e spesso autoreferenziale. Purtroppo, aggiungiamo, considerato che le accademie dovrebbero essere luogo privilegiato per lo sviluppo della ricerca nelle pratiche artistiche contemporanee e la crescita delle nuove generazioni di artisti. Ma fortunatamente ci sono anche delle felici eccezioni. Una delle più […]

L’Accademia di Belle Arti di Roma

Si sa, il mondo delle accademie d’arte in Italia è poco dinamico, generalmente ingessato e spesso autoreferenziale. Purtroppo, aggiungiamo, considerato che le accademie dovrebbero essere luogo privilegiato per lo sviluppo della ricerca nelle pratiche artistiche contemporanee e la crescita delle nuove generazioni di artisti. Ma fortunatamente ci sono anche delle felici eccezioni. Una delle più antiche istituzioni italiane, l’Accademia di Belle Arti di Roma, ospiterà infatti la terza edizione del Premio Hausmann & Co. – Patek Philippe, nato dalla volontà – condivisa dalla storica gioielleria romana e dalla prestigiosa azienda svizzera di orologi di lusso – di premiare giovani talenti italiani che si sono distinti nelle proprie discipline, dalla musica all’ingegneria, dalla medicina all’arte.
Quest’anno, il premio sarà riservato alle arti visive. Gli studenti dell’accademia sono stati invitati a realizzare un’opera, partendo dal tema “L’Orologio ovvero il Tempo e la sua misurazione”, senza vincoli di tecnica. Il bando si chiuderà il 10 maggio. A seguire, una giuria composta da alcuni docenti dell’Accademia, da giornalisti di settore, oltre che dai rappresentanti delle due aziende promotrici del premio, selezioneranno tre artisti. Ai vincitori saranno consegnati un assegno di studio ed un orologio personalizzato – per un totale di 30mila euro – nel corso di una cerimonia che si terrà all’Istituto Nazionale di Studi Romani all’Aventino. Nel 2013 il premio è stato assegnato a diplomandi compositori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, mentre nel 2014 a giovani ricercatori in oncologia dell’Istituto Pasteur e dell’Università La Sapienza.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.