Picconate e colpi di Kalashnikov contro statue e fregi. Immagini e video dell’aggressione dell’Isis al sito iracheno di Hatra

Poco conta l’entità dei danni causati, poco conta per paradosso anche se si fosse davanti a originali o a copie: conta il simbolo, il messaggio, lo spregio esibito in faccia al mondo intero. È questo che accomuna ogni aggressione del miliziani dello Stato islamico al patrimonio archeologico mediorientale: una cupio dissolvi agghiacciante soprattutto per l’atteggiamento […]

L'aggressione dell'Isis al sito iracheno di Hatra, still da video
L'aggressione dell'Isis al sito iracheno di Hatra, still da video

Poco conta l’entità dei danni causati, poco conta per paradosso anche se si fosse davanti a originali o a copie: conta il simbolo, il messaggio, lo spregio esibito in faccia al mondo intero. È questo che accomuna ogni aggressione del miliziani dello Stato islamico al patrimonio archeologico mediorientale: una cupio dissolvi agghiacciante soprattutto per l’atteggiamento sprezzante, per la superficialità con cui viene condotta. Che – al di là della contingenza – confermano i pericolosissimi limiti di questi rozzi e invasati guerriglieri: l’assoluta mancanza di prospettiva storica, e di conseguenza la grande fragilità di un credo che si ostenta come ragione esclusiva dell’esistenza, ma che teme il confronto con il diverso da sé, al punto di volerlo eliminare.

Un feticcio, che brucia gli altri feticci. Da combattere con le stesse armi: sghignazzando, come se si fosse davanti all’esibizione dello scemo del villaggio. L’ultima sceneggiatura, l’ultima pagliacciata ha come teatro il sito iracheno di Hatra, un altro pezzetto di patrimonio (non) protetto dall’Unesco: picconate e colpi di Kalashnikov contro statue e fregi, ma il tutto rigorosamente allestito in funzione della documentazione, come in uno studio televisivo, luci e fotografia compresi. Ecco il video ed alcuni shot tratti da altri video…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.