Sorpresa, il Padiglione Italia di Expo 2015 recupera il ritardo in extremis. Ultime prove tecniche anche per l’Albero della vita, prima della grande apertura di venerdì…

Mancano quattro giorni. Solo quattro giorni, prima della grande apertura dell’Expo 2015. Tra ritardi vergognosi, pessimismo imperante e il timore di una figuraccia mondiale per l’Italia, sembra che alla fine Milano ce l’abbia (quasi) fatta. Agli inizi di aprile, si diceva che solo un misero 20% dei lavori previsti poteva dirsi completato. In questi giorni, […]

Mancano quattro giorni. Solo quattro giorni, prima della grande apertura dell’Expo 2015. Tra ritardi vergognosi, pessimismo imperante e il timore di una figuraccia mondiale per l’Italia, sembra che alla fine Milano ce l’abbia (quasi) fatta. Agli inizi di aprile, si diceva che solo un misero 20% dei lavori previsti poteva dirsi completato. In questi giorni, sembra che i padiglioni siano quasi tutti pronti, come si può constatare dalla photogallery (immagini da Urbanfile – Milano). Ieri, sono state effettuate anche le prove d’illuminazione dell’Albero della Vita, la struttura di legno e acciaio di 37 metri di altezza che sarà l’icona dell’Italia all’Esposizione Universale. Ideato da Marco Balich, su ispirazione del disegno di Michelangelo per la piazza del Campidoglio a Roma, l’Albero della Vita sarà animato ogni giorno da musica, scenografici effetti di luce e giochi d’acqua. Anche il Padiglione Italia, progettato dallo studio Nemesi, ha fatto grandi progressi nelle ultime settimane: l’involucro esterno è stato completato, mentre gli interni sono ancora in progress.
Comunque, è ormai un dato di fatto che si continuerà a lavorare anche nel dopo opening: i cantieri proseguiranno ma – questa l’ultima promessa – senza disturbare i visitatori dell’Expo.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • angelov

    speriamo che con EXPO
    l’Italia riuscirà ad esportare
    di se una migliore immagine

  • pino Barillà

    Manca solo l’arte del nostro tempo. Per il nostro paese e anche per l’Expo è un’occasione persa….