Lugano ha il suo centro per le arti. Terminato il LAC, inaugurazione prevista a settembre: ecco le immagini in anteprima

Ci eravamo lasciati nel giugno del 2012 con l’inaugurazione dello Spazio -1 (riservato alla collezione di Giancarlo a Danna Olgiati) e un cantiere che lavorava a buon ritmo. Il soggetto è il LAC – Lugano Arte Cultura, con l’edificio che è stato terminato (la posa della prima pietra risale al 2010) e che oggi 15 […]

LAC Lugano Arte Cultura - © LAC 2015 – Foto Studio Pagi

Ci eravamo lasciati nel giugno del 2012 con l’inaugurazione dello Spazio -1 (riservato alla collezione di Giancarlo a Danna Olgiati) e un cantiere che lavorava a buon ritmo. Il soggetto è il LAC – Lugano Arte Cultura, con l’edificio che è stato terminato (la posa della prima pietra risale al 2010) e che oggi 15 aprile viene svelato alla stampa. Per l’inaugurazione vera e propria bisognerà invece attendere settembre, ma si sarà ripagati da tre weekend consecutivi da far faville, con la chiusura/apertura in grande stile: la Nona Sinfonia di Beethoven eseguita dall’Orchestra della Svizzera Italiana diretta da Vladimir Ashkenazy.
Ma restiamo all’edificio: il progetto è di Ivano Gianola e la connotazione più evidente è quella della porosità, con una serie di soglie aperte che conducono dal lago al giardino retrostante attraverso una grande piazza e amplissime aperture vetrate. Il LAC è però anche preesistenza, con il chiostro francescano che diventa in parte sede degli uffici, il frontelago dell’ex Hotel Palace (sul cui sedime sorge il centro) convertito in appartamenti privati la cui vendita è andata a finanziare il progetto, la Chiesa di Santa Maria degli Angioli con gli affreschi di Bernardino Luini. L’edificio di Gianola conta 29mila mq, e nel mosaico di sale e destinazioni spiccano i tre piani del museo (uno per le collezioni, che però per l’apertura sarà occupato da un lavoro site specific di Anthony McCall; gli altri due per le mostre temporanee), dotato di tecnologie invidiabili soprattutto per quanto concerne illuminazione e climatizzazione; e naturalmente la sala teatrale e concertistica (800 mq per 1.000 posti), dotata di una conchiglia acustica modulabile (la meraviglia ingegneristica è della celeberrima Müller BBM) e una fossa orchestrale a scomparsa.

LAC Lugano Arte Cultura - © LAC 2015 – Foto Studio Pagi
LAC Lugano Arte Cultura – © LAC 2015 – Foto Studio Pagi

Nello stesso centro confluiranno dunque diverse anime culturali, coordinate dal direttore generale Michel Gagnon: quella relativa al teatro/danza, diretta da Carmelo Rifici; quella musicale, con la programmazione affidata a Etienne Reymond; e la sezione di arti visive, a testa della quale resta Marco Franciolli, che porta in eredità il lungo ed estenuante lavoro a capo del Museo d’Arte e del Museo Cantonale. Spazi nuovi, ampi, strutturati; un luogo unico, modulare e modulabile, dove portare avanti il proprio percorso e potersi confrontare continuamente con i propri “vicini di competenza”. Moltissime opportunità che andranno colte: perché un luogo e una programmazione del genere non possono sicuramente rivolgersi soltanto a luganesi o ticinesi; devono al contrario attrarre pubblico da sud, ovvero dalla Lombardia e da Milano. Concorrenza spietata? Niente affatto: le prime mosse vanno nella direzione collaborativa, con un accordo – per fare un esempio eccellente in area teatrale – fra LAC e Piccolo di Milano. Insomma, le premesse ci sono tutte. E in attesa di partire, noi vi facciamo vedere un bel po’ di foto, scattate da terra e ad altezza drone.

– Marco Enrico Giacomelli

www.luganolac.ch

 

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.