Lo Strillone: via il cemento da Capo Colonna, in Calabria, sul Corriere della Sera. E poi L’ultima cena del Vasari, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Federalimentare a Expo

Quando il giornalismo funziona (virtuosamente) come organo di pressione. Qualche settimana fa il Corriere della Sera denunciò una colata di cemento che aveva invaso il sito archeologico di Capo Colonna, in Calabria: e ora lo stesso quotidiano dà notizia che “i resti archeologici del foro di Capo Colonna (Crotone), a ridosso della chiesa di Santa […]

Quotidiani
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Quando il giornalismo funziona (virtuosamente) come organo di pressione. Qualche settimana fa il Corriere della Sera denunciò una colata di cemento che aveva invaso il sito archeologico di Capo Colonna, in Calabria: e ora lo stesso quotidiano dà notizia che “i resti archeologici del foro di Capo Colonna (Crotone), a ridosso della chiesa di Santa Maria, continueranno a essere visibili. Il cemento che nei mesi scorsi li aveva sotterrati per creare una grande ‘spianata’ sarà rimosso”. Ma il corrierone elegantemente non si accredita il successo: “Hanno vinto i cittadini che, appoggiati dal Fondo Ambiente Italiano, hanno costretto l’amministrazione comunale alla retromarcia. Il cemento sarà rimosso dopo il pellegrinaggio mariano nella terza domenica di maggio”.

Mecenati cercansi: servono soldi per resuscitare L’ultima cena del Vasari. Così titola Il Giornale, che riporta le parole del sovrintendente dell’Opificio delle pietre dure Marco Ciatti: “È l’ultimo morto che riemerge 50 anni dopo dalle acque dell’Arno. È un miracolo, l’Ultima cena era data per persa dopo il 4 novembre 1966, quando l’acqua travolse Santa Croce e il Museo della basilica”. “Per me è una ferita al cuore. Non mi rassegnerò mai all’idea di veder morire l’arte. La bellezza è la nostra fonte di ricchezza. I nostri politicanti non lo riescono a capire”. Il Tempo intervista Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente della Fondazione Roma, mecenate e profondo conoscitore della storia dell’arte. Che si rivolge al sindaco Marino: “Sappia, signor sindaco, che la Fondazione Roma è a disposizione della città, della sua storia e della sua bellezza. Siamo prontissimi a prenderci cura della nostra arte. Anche se temo che questa si trasformi in un’ennesima battaglia contro i mulini a vento”. Expo su Affari&Finanza: anche “Federalimentare punta sull’arte e il padiglione con le eccellenze è in progress”. Come? “Con un happening culturale all’esterno, con artisti che cambiano continuamente la sua facciata”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.