Lo Strillone: la collezione comprensibile di Patrizia Sandretto sul Corriere della Sera. E poi la Barcaccia, Galleria Umberto I, Whitney bag

“Le opere sono racconto, non decorazione”. Parole di Patrizia Sandretto, che racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera la sua casa e la sua collezione. “Nel grande soggiorno, un divano in acciaio e, tra le opere, l’Angelo di Tony Cragg, alla parete, realizzato con scarti (dagli accendini alle siringhe). ‘Non si può rendere […]

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Le opere sono racconto, non decorazione”. Parole di Patrizia Sandretto, che racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera la sua casa e la sua collezione. “Nel grande soggiorno, un divano in acciaio e, tra le opere, l’Angelo di Tony Cragg, alla parete, realizzato con scarti (dagli accendini alle siringhe). ‘Non si può rendere tutto semplice, ma comprensibile sì. Per questo nella Fondazione ho voluto i mediatori: giovani laureati che guidano i visitatori’”. Dopo le belve ultras, ladri alla Barcaccia. Il Tempo aggiorna sulle traversie del monumento romano di Bernini: “ladri di monetine alla carica, le telecamere di sorveglianza riprendono tutto ma nessuno interviene. Un doppio danno: d’immagine, considerato che parliamo di luoghi simbolo della Città Eterna, ed economico visto che le fontane soprattutto del centro storico si sono trasformate nel corso degli anni in vere e proprie miniere d’oro”.

Ancora problemi di gestione del patrimonio pubblico, stavolta a Napoli. Il Mattino ripercorre 10 anni di allarmi legati alla Galleria Umberto I: “i sette crolli ignorati. Almeno dieci anni di ‘fonogrammi urgentìssimi’ da parte dei vigili del fuoco, di ‘transennamenti’ d’urgenza disposti del Comune, di diffide ai privati ad eliminare ogni genere di pericolo: e di immancabili certificati di ‘cessato pericolo’, tanto per mettere le cose apposto”. Se l’archistar disegna una borsa: è La Repubblica a tornare sul progetto che vede Renzo Piano e Max Mara insieme per celebrare l’apertura a New York del nuovo Whitney Museum, nel cuore del Meatpacking District, con la Whitney bag di Max Mara realizzata dal Renzo Piano Building Workshop.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.