Lo Strillone: Il dialogo sul colore di Ottavio e Rosita Missoni sul Corriere della Sera. E poi design, Festival di Cannes, YouTube

“Scomparso due anni fa, si limitava (come Isaac Newton, 1671) ad associare i colori alle note musicali: sette ma con tali possibili variazioni da creare straordinarie armonie, in un pullover come in un allegro andante”. Chi? Ottavio Missoni, protagonista con la moglie – anzi, da due anni la vedova – Rosita della mostra che al […]

Quotidiani
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Scomparso due anni fa, si limitava (come Isaac Newton, 1671) ad associare i colori alle note musicali: sette ma con tali possibili variazioni da creare straordinarie armonie, in un pullover come in un allegro andante”. Chi? Ottavio Missoni, protagonista con la moglie – anzi, da due anni la vedova – Rosita della mostra che al Ma*ga di Gallarate (Varese) l’omaggio alla storica maison di moda attraverso il confronto con opere, tra gli altri, di Kandinsky, Balla, Prampolini. Ne parla il Corriere della Sera, che intervista proprio Rosita: “aveva un talento naturale – spiega, facendo ancora fatica a declinare il verbo al passato – e lo si è capito già 40 anni fa quando il gallerista Renato Cardazzo, su suggerimento di Andrea Cascella, l’aveva convinto a riunire in una mostra veneziana i suoi studi di colore su carta e tessuto”. Con quali artisti i Missoni hanno tessuto un’amicizia particolare? “Mi vengono in mente Roberto Crippa, Andrea Cascella e i fratelli Pomodoro che avevano lo studio in un palazzo milanese dei miei nonni in via Orti, con un cortile dove si affacciavano pure botteghe d’argentiere, ciabattino, fioraio. Una Milano purtroppo persa”.

Quando la creatività rompe gli schemi”. How to Spend it, mensile de Il Sole 24 Ore, guarda al design ammiccando al Salone: “un viaggio in quella camera dei segreti, dove l’invenzione si traduce in manualità e diventa prodotto. Una Wunderkammer al servizio però dell’utile”. Festival di Cannes su La Stampa, con Alberto Barbera a commentare, con approccio critico, le notizie sulle presenze tricolori: “non bastano tre registi italiani per rilanciare il cinema”. YouTube e i suoi 10 anni rivoluzionari: Sette, il supplemento del Corriere della Sera, dedica un lungo articolo alla ricorrenza del “sito di video ha cambiato il modo di percepire tra i filmati con gatti, vecchi Caroselli e papa Francesco”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Vi segnalo su Plus (sole24h) anche questo bell’articolo, sulle influenze delle gallerie sui musei, a questo punto mi domando non sarebbe meglio che i musei (soprattutto contemporanei) siano in gestione privata?

    • angelaeco

      Si è una vergogna, usare gli spazi pubblici per fare i proprio interessi alla faccia della cultura, hai ragione bisognerebbe privatizzare così si pagano gli spazi loro e non noi contribuenti