La bellezza secondo gli antichi greci. Al British Museum di Londra, una grande mostra con i capolavori della statuaria greca: ecco le immagini

Nel tempio britannico dell’arte antica si celebra, sino al 5 luglio, la bellezza e la grazia del corpo umano, secondo i canoni della statuaria dell’antica Grecia. La mostra Defining Beauty: the Body in Ancient Greek Art del British Museum di Londra presenta al pubblico una selezione di circa 150 opere: dal rigore formale e ieratico […]

Nel tempio britannico dell’arte antica si celebra, sino al 5 luglio, la bellezza e la grazia del corpo umano, secondo i canoni della statuaria dell’antica Grecia. La mostra Defining Beauty: the Body in Ancient Greek Art del British Museum di Londra presenta al pubblico una selezione di circa 150 opere: dal rigore formale e ieratico delle figure arcaiche, all’ossessiva ricerca della perfezione, delle proporzioni e dell’equilibrio delle forme umane dell’età classica, sino al pathos scomposto e l’espressionismo vibrante delle statue della Grecia di età ellenistica, quando il modello ideale delle poleis si sfaldò sotto l’egemonia macedone.
Lambiti da un’illuminazione drammatica, tre capolavori emblematici dell’arte greca antica accolgono il visitatore all’ingresso della mostra. C’è il Doriforo di Policleto, nella versione bronzea realizzata nel 1920 dallo scultore tedesco Georg Römer, a partire da tre copie di età romana. La statua si pensava fosse andata distrutta sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Restaurata, nel 1950 fu riconsegnata all’Università di Monaco, dove era stata originariamente posizionata come monumento commemorativo dopo la Grande Guerra. Accanto al Doriforo, una copia romana marmorea del Discobolo proveniente dalla Villa Adriana di Tivoli, e l’Illisso, il dio del fiume scolpito da Fidia per il frontone occidentale del Partenone, eccezionalmente trasferito dalle sale che ospitano i cosiddetti marmi di Elgin, dal nome dell’ambasciatore che nei primi dell’Ottocento fece glorioso ritorno in Gran Bretagna con metà Acropoli di Atene in saccoccia.
Il bello ritrova nelle sale del British Museum la sua identità e dignità filosofica. La mostra è il trionfo dei principi del kalos kai agathos, del bello e buono nel senso di virtuoso, lascito di una civiltà che fu capace di trasferire e imprimere nella pietra gli ideali e il pensiero che la animavano nel profondo. Sarà retorico ma è inevitabile chiederci noi, invece, che cosa lasceremo…

Marta Pettinau

 

 

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • angelov

    Ma nella foto al centro, si intravede la presenza nientemeno che del Torso del Belvedere: si tratta di una copia dall’originale sito nei Musei Vaticani, oppure dell’originale stesso?