Italia in prima fila per promuovere i Caschi Blu della Cultura? Il ministro Franceschini lancia l’idea, il Parlamento approva un ordine del giorno

Ci sono idee di una banalità lapalissiana, che però per qualche insondabile motivo non si traducono in realtà concrete fin quando non arrivi qualcuno a formalizzarle. In questo caso ci riferiamo alla difesa e protezione del patrimonio storico-artistico minacciato dalla furia cieca dei miliziani dell’Isis: che ce ne facciamo di un organismo sovranazionale deputato a […]

Il Ministro Dario Franceschini - foto Amedeo Benestante

Ci sono idee di una banalità lapalissiana, che però per qualche insondabile motivo non si traducono in realtà concrete fin quando non arrivi qualcuno a formalizzarle. In questo caso ci riferiamo alla difesa e protezione del patrimonio storico-artistico minacciato dalla furia cieca dei miliziani dell’Isis: che ce ne facciamo di un organismo sovranazionale deputato a questo come l’Unesco, se poi il medesimo organismo – come ha più volte lamentato dal direttore generale Irina Bokova – non viene dotato degli strumenti, in questo caso soprattutto, anche paramilitari, necessari per esercitarla, questa difesa?
La soluzione, banale appunto, sta nella creazione di una forza internazionale, sovranazionale, o meglio supernazionale, di “pace culturale”: qualcosa che già viene evocato come Caschi Blu della Cultura. E con grande soddisfazione registriamo che il rilancio con forza della mozione sulla scena internazionale parte dall’Italia: parte inizialmente dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, che l’ha detto con chiarezza da una tribuna seguita e influente come il quotidiano britannico The Guardian. Un ministro, Franceschini, che ci ha ormai abituati ad alternare scelte criticabili – come la resa ai sindacati davanti alla minaccia di sciopero agli Uffizi – ad altre decisamente virtuose, come questa. Un artista anche lui, in fondo…
Ma ora, cosa assai più forte, la mozione italiana pro caschi blu culturali si traduce in un atto politico: la Camera ha infatti approvato ieri un ordine del giorno in merito promosso dall’Onorevole Roberto Rampi. “Mai più distruzioni come quelle viste a Mosul e a Ninive, ma anche in Siria, Afganistan e in Libia. L’Italia, finalmente, sarà in prima fila, promotrice, per guidare una forza internazionale a difesa del Patrimonio dell’umanità”, ha dichiarato il promotore. Un atto “che impegna il Governo a coinvolgere gli organismi internazionali nella costituzione di una forza multinazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale nelle aree di crisi”, ha chiosato il ministro. Ora speriamo che la cosa segua i percorsi necessari…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.