Il Louvre perde il prestito di due ritratti di Rembrandt. Il proprietario decide di mettere le opere in vendita e il governo francese non ha i fondi (e la prontezza) per bloccare la vendita

“La Francia non può permetterseli.”  Sarebbero stati liquidati così due straordinari ritratti a figura intera del Seicento olandese dipinti da Rembrandt, che sino a poco tempo fa erano parte – come prestito – della collezione del Louvre. Di proprietà della famiglia di banchieri e mecenati de Rothschild dal 1877, le opere del 1634 raffiguranti i […]

Il Louvre di Parigi
Il Louvre di Parigi

“La Francia non può permetterseli.”  Sarebbero stati liquidati così due straordinari ritratti a figura intera del Seicento olandese dipinti da Rembrandt, che sino a poco tempo fa erano parte – come prestito – della collezione del Louvre. Di proprietà della famiglia di banchieri e mecenati de Rothschild dal 1877, le opere del 1634 raffiguranti i coniugi Soolmans sono state ritirate dal museo parigino dall’attuale possessore, Eric de Rothschild. L’intenzione è di posizionare le opere sul mercato, con una prospettiva di guadagno che si aggira intorno ai 150 milioni di euro. E la Francia come ha reagito? La legislazione nazionale prevede che lo stato ha diritto di veto sull’esportazione di beni considerati patrimonio artistico, che, se esercitato, implica che il governo ha a disposizione un arco temporale di 30 mesi per acquistare l’opera in questione. Sembra però che il Ministero della Cultura francese, nella coscienza di non avere margine economico per riscattare i dipinti – considerati i tagli di 21 miliardi di euro previsti per il 2015 -, sia rimasto con le mani in mano e non si sia opposto alla richiesta di esportazione. Così è sfumata l’opportunità di ritardare la vendita e di sfruttare i mesi di standby per cercare altre strade, come una campagna pubblica di fundraising o il supporto dei grandi donatori e mecenati, su cui il Louvre può effettivamente contare.
Stupisce poi che Eric de Rothschild, membro della Società Amici del Louvre, che finanzia e supporta il museo parigino, non sia andato incontro alle tasche del governo. Inoltre, il suo atteggiamento speculativo disonorerebbe la nomea di patroni nazionali dell’arte che gli esponenti della sua famiglia mantengono da decenni. Pare che Eric de Rothschild  sia attualmente in trattative con il Rijkmuseum di Amsterdam, ma ad ora sono solo voci. Se il futuro dei due Rembrandt è quanto mai pendente, è ormai certo che la Francia si sia lasciata scappare due grandi opere d’arte senza battere ciglio.

Marta Pettinau

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.