Hollywood sceglie gli Uffizi per girare il film Inferno, tratto dal romanzo di Dan Brown. E paga 230mila euro: eppure il museo è costretto quasi a scusarsi…

La notizia vera è questa: un museo italiano presta i suoi spazi per una produzione hollywoodiana destinata a sicuro successo planetario, di conseguenza garantisce al museo stesso e alla città che lo ospita – e anche a tutto il Paese – una straordinaria pubblicità a livello internazionale, e poi – cosa per niente secondaria – […]

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La notizia vera è questa: un museo italiano presta i suoi spazi per una produzione hollywoodiana destinata a sicuro successo planetario, di conseguenza garantisce al museo stesso e alla città che lo ospita – e anche a tutto il Paese – una straordinaria pubblicità a livello internazionale, e poi – cosa per niente secondaria – porta nelle casse del museo, anzi della soprintendenza, per la precisione, un bel gruzzolo di dollari come canone di affitto degli spazi. Un sogno? Eppure il comunicato con cui il tutto viene annunciato ha i toni di chi mette le mani avanti di fronte alle inevitabili critiche che si aspetta di ricevere. Già, perchè in Italia il paradosso, uno dei tanti, dei beni culturali, è che chi riesce a gestirli alla perfezione e a farli anche diventare una fonte di reddito, prima o poi sarà accusato di volgarizzare la cultura, di svendere al mercato realtà destinate al puro spirito, se di pochi meglio ancora.
Diamo ora un nome a tutto ciò: il museo è la Galleria degli Uffizi, il film è quello tratto dal romanzo di Dan Brown “Inferno”, la cui produzione ha richiesto l’uso degli spazi museali, assieme a quelli del Giardino di Boboli e di Palazzo Pitti. “Le attività di preparazione alle riprese hanno comportato numerosi sopralluoghi e alcune giornate di prova in vari luoghi, mentre le riprese filmate saranno effettuate da lunedì 4 a martedì 12 maggio“, precisa la nota. “Le riprese si svolgeranno nei diversi musei nei giorni di chiusura settimanale mentre per il Giardino di Boboli, si effettueranno solamente in aree delimitate, consentendo il normale accesso dei visitatori. Un’area del giardino dell’ex-Scuderie reali è stata destinata a sosta dei mezzi e delle apparecchiature della Produzione. Tutto nel più assoluto rispetto del patrimonio e anche dei suoi fruitori“. E la parte economica?I canoni versati all’ex-Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino (comprendenti anche le spettanze dell’area in consegna alla Soprintendenza per le belle arti e il paesaggio) ammontano a circa 230mila euro. Da questa cifra sono tuttavia esclusi i compensi destinati al numeroso personale di vigilanza, che è già stato e sarà coinvolto nelle varie attività, e i canoni accessori relativi all’utilizzo delle immagini e riprese pubblicitarie”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.