Salone Updates: Green Island 2015, Alveari Urbani nell’atrio della stazione di Porta Garibaldi. Ecco le immagini del progetto, fra design ed ecologia

Impossibile non fermarsi qualche minuto in più del previsto, la sera del 14 aprile, nella stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. A dispetto della proverbiale fretta dei pendolari milanesi – anche durante la Design Week – il progetto curato da Claudia Zanfi aveva tutti gli ingredienti per piacere al pubblico, appassionato di progettazione e non. Perché […]

Green Island 2015 - Alveari Urbani al Fuorisalone, Stazione di Porta Garibaldi, Milano
Green Island 2015 - Alveari Urbani al Fuorisalone, Stazione di Porta Garibaldi, Milano

Impossibile non fermarsi qualche minuto in più del previsto, la sera del 14 aprile, nella stazione ferroviaria di Porta Garibaldi. A dispetto della proverbiale fretta dei pendolari milanesi – anche durante la Design Week – il progetto curato da Claudia Zanfi aveva tutti gli ingredienti per piacere al pubblico, appassionato di progettazione e non.
Perché Green Island 2015 – Alveari Urbani parla di ambiente e società prima che di prodotto – e mercato, di conseguenza. In mostra nell’atrio della stazione, solo per la sera del grand opening, c’erano progetti e visioni di nuovi contesti ibridi, in cui le arnie delle api si armonizzano per forma e concezione alla città contemporanea, che viceversa riacquista un po’ dell’informalità perduta.

Green Island 2015 - Alveari Urbani al Fuorisalone, Stazione di Porta Garibaldi, Milano
Green Island 2015 – Alveari Urbani al Fuorisalone, Stazione di Porta Garibaldi, Milano

Lo stesso atrio di Porta Garibaldi offriva ai passanti assaggi di miele biologico, una colonia di api in piena attività con tanto di apicoltrice a spiegarne il lavoro, un mini-percorso in cui ai progetti di alveari-sculture si alternava il fogliame di piante sempreverdi capaci di depurare l’aria. Dal 15 aprile e fino a giugno, poi, gli alveari “di design” (firmati dall’olandese Atelier Van Lieshout come dai norvegesi dello Studio Snohetta, per fare qualche nome) troveranno la loro naturale collocazione: ciascuno in un diverso giardino pubblico di Milano, oltre al Salone Satellite. Per un totale di 8 location e un progetto che acquista così una dimensione diffusa.
Dimostrazione concreta – vivente, è il caso di dire – che il design va sempre più inteso come disciplina della progettazione a 360 gradi, capace di prendere in considerazione qualsiasi aspetto di quella realtà totale e inscindibile che è il pianeta in cui viviamo.

– Caterina Porcellini

www.amaze.it

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.