Takashi Murakami, designer di… caramelle. Menta, ciliegia o frutti esotici? Ecco le Frisk in edizione limitata

Una presentazione in grande stile, su questo non c’è dubbio. È quella che ha per oggetto l’edizione limitata del packaging in metallo delle caramelle Frisk, marchio che fa capo alla Perfetti Van Melle, azienda di Lainate che è il terzo gruppo a livello mondiale nel settore (per citare uno solo dei prodotti del gruppo: i […]

Una presentazione in grande stile, su questo non c’è dubbio. È quella che ha per oggetto l’edizione limitata del packaging in metallo delle caramelle Frisk, marchio che fa capo alla Perfetti Van Melle, azienda di Lainate che è il terzo gruppo a livello mondiale nel settore (per citare uno solo dei prodotti del gruppo: i Chupa Chups). Partiamo dal luogo: è la Galerie Perrotin, fra le più note e influenti al mondo, nella sua sede di rue de Turenne, zona Marais. A lavorare al progetto, un altro nome di rilievo nel panorama dell’artworld: Takashi Murakami. E così nasce la capsule collection declinata nei gusti “menta terrificante”, “ciliegia” e “frutti esotici”.
Scatolette in metallo, dicevamo, ma anche un originale disegno per le stesse caramelle, distribuite da marzo in Francia, Belgio, Italia e Giappone; distribuzione che fra l’altro si connota per una trasversalità curiosa: oltralpe le si trova infatti da Monoprix oppure nel mitico concept store Colette.
Qui trovate una ricca gallery dell’allestimento pensato da Murakami per l’evento: scatolette che diventano giganti e all’interno delle quali sono esposte le versioni acquistabili, conservate in teche da museo. E all’evento c’era anche un certo Terry Richardson. Quanto a Murakami, ci ha regalato un’anticipazione gustosa: ricordate il suo esordio cinematografico con Jellyfish Eyes? Ebbene, è già in fase di post-produzione la seconda parte. E alla inevitabile domanda sulla sua presunta deriva “commerciale” e su quale sia il confine fra arte e design, risponde sibillino: “È una questione che mi pongo ogni giorno. E mi dò una risposta sempre diversa”.

– Marco Enrico Giacomelli

www.frisk.com

 

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.