Metti uno yacht firmato Jeff Koons. Un magnate e collezionista greco attracca a Livorno a bordo di un’opera d’arte…

Uno yacht così, dalle parti di Livorno, non si era visto mai. Non tanto per le dimensioni – un bestione di 36 metri di lunghezza – a cui il porto mediceo livornese, tra vacanzieri ed affaristi danarosi, era abituato. Quanto per l’estetica, decisamente d’impatto. Un panfilo non convenzionale, che ha fatto il suo trionfale ingresso […]

Guilty, lo yacht firmato da Jeff Koons

Uno yacht così, dalle parti di Livorno, non si era visto mai. Non tanto per le dimensioni – un bestione di 36 metri di lunghezza – a cui il porto mediceo livornese, tra vacanzieri ed affaristi danarosi, era abituato. Quanto per l’estetica, decisamente d’impatto. Un panfilo non convenzionale, che ha fatto il suo trionfale ingresso ostentando un look griffatissimo. La firma è quella dell’artistar americano Jeff Koons, principe assoluto di un neo-pop sospeso tra ironia, concettuale, kitsch ed eredità wharoliana. E a proposito di oggetti di consumo, simboli del lusso e gusto per la superficie, niente di meglio che uno yacht per giocare lungo la linea sottile che unisce e confonde vita quotidiana e arte.
La barca deluxe del magnate cipriota Dakis Joannou, battezzata il Guilty, si è così tramutata in una colossale opera d’arte: un’unica superficie astratta, che nei toni saturi del giallo, nero e blu, nell’effetto pixel/retino tipografico e nell’uso di linee spezzate e geometrie irregolari, rammenta un po’ la pittura di Lichtenstein, ma soprattutto il famoso dazzle camoufflage inventato da Norman Wilkinson per le navi da guerra, durante il primo conflitto mondiale. La struttura è stata realizzata a Sabaudia nel 2008, dai Cantieri navali Rizzardi, mentre gli interni sono opera dall’architetto milanese Ivana Porfiri. A volere fortemente l’inedita versione pop è stato il proprietario, tra i maggiori collezionisti d’arte contemporanea al mondo. E considerando che nel 2013 uno dei Ballon Dog di Koons fu battuto da Christie’s per 58 milioni di dollari – la quotazione più alta di sempre per un artista vivente – meglio non provare a immaginare su che cifra si aggiri la barchetta di Joannou…

– Helga Marsala

CONDIVIDI
Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.