Madrid Updates: come è andata Arco? Ecco le interviste di Artribune ad alcune gallerie italiane presenti: bilanci positivi, ben gestita l’opzione latino-americana

Impressioni altalenanti sulla logistica, forse dipendenti dal tipo di programma a cui hanno partecipato le gallerie italiane chiamate – come facciamo per ogni fiera, all’avvicinarci alla chiusura – a darci un feedback su Arco 2015: ma in generale bilancio positivo per tutti e tanta voglia di tornare alla fiera madrilena. Raffaella Cortese (Milano) erano 17 […]

Impressioni altalenanti sulla logistica, forse dipendenti dal tipo di programma a cui hanno partecipato le gallerie italiane chiamate – come facciamo per ogni fiera, all’avvicinarci alla chiusura – a darci un feedback su Arco 2015: ma in generale bilancio positivo per tutti e tanta voglia di tornare alla fiera madrilena.
Raffaella Cortese (Milano) erano 17 anni che mancava da Arco, fiera dove ritorna nella sezione #SoloProject con una personale di Anna Maria Maiolino. “Molto contenti, bilancio positivo, una fiera incredibilmente maturata rispetto alla mia ultima esperienza qui a Madrid. C’è un altissimo livello nel programma collezionisti che ben riproduce quell’essenza Latino-America che la fiera dice di avere. E questo si è visto anche nelle visite allo stand da parte di tanti curatori europei e non solo… Tra il pubblico fa piacere vedere tanti giovani, persone che s’informano in situazioni più informali rispetto ad altre fiere internazionali, ma il tutto resta ben bilanciato dall’alto livello dei collezionisti e curatori“. Ottimo anche il bilancio di Ida Pisani, di Prometeogallery, una delle gallerie che meglio rappresenta in Italia le proposte più interessanti del mondo dell’arte spagnola e ibero-americana. “Organizzazione eccellente e incredibilmente migliorata dal cambio alla direzione con Carlos Urroz. Dalla qualità dello stand e fino a certi dettagli della logistica, Arco è una fiera comoda e accogliente, tanto per il gallerista che per il collezionista… Alto livello nel ventaglio di proposte offerte ai collezionisti internazionali e, dentro e fuori fiera, si dimostra un’attenzione speciale al fatto di vivere l’evento, e così la città di Madrid, come un’esperienza positiva e accogliente”.
Si sono soffermati in tanti e per tutta la durata del video, cosa difficile per questo tipo di lavori all’interno di eventi frenetici come sono le fiere”, commentano da Studio Trisorio (Napoli), la galleria italiana che vanta il maggior numero di edizioni ad Arco, riferendosi a Vera Icon, il nuovo lavoro video dell’amata artista spagnola Eulalia Valldosera. Feedback comunque del tutto positivo per questa 34ª edizione. Secondo anno a Madrid per la P420 (Bologna) presente nel programma #Opening con il maestro Franco Vaccari: stand sempre affollato e ottima risposta da parte dei collezionisti.“È andata molto bene”, commenta Fabrizio Padovani, “è la fiera europea ‘caratterizzata’ per eccellenza, con un format specifico – quello del Latino-America – perfettamente risolto nell’offerta di un percorso espositivo che non ha nulla da invidiare a tante fiere latinoamericane, per cui resta un caso isolato per tutto il territorio europeo”.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.