Lo Strillone: nessun tweet, sito in sole due lingue, il disastro di Verybello sul Corriere della Sera. E poi Daniel Libeskind, Mont’ePrama, Pinin Brambilla

“II 24 gennaio era un sabato. Giorno insolito per una conferenza stampa. La scelta svelava urgenza, rapidità, efficienza”. Poi pare che tutto si sia fermato, scrive Paolo Conti sul Corriere della Sera, riferendosi al sito Verybello, dedicato all’Expo: “Entro i primi di febbraio, promise il ministro, ‘il sito parlerà inglese, russo, portoghese, cinese, spagnolo, tedesco […]

Quotidiani
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II 24 gennaio era un sabato. Giorno insolito per una conferenza stampa. La scelta svelava urgenza, rapidità, efficienza”. Poi pare che tutto si sia fermato, scrive Paolo Conti sul Corriere della Sera, riferendosi al sito Verybello, dedicato all’Expo: “Entro i primi di febbraio, promise il ministro, ‘il sito parlerà inglese, russo, portoghese, cinese, spagnolo, tedesco e francese’. Siamo a metà marzo (quindi a nemmeno 45 giorni dall’inaugurazione dell’Expo) e, a tutt’oggi, il contestato verybello.it parla solo e desolatamente italiano e inglese (ma il tanto decantato nuovo mercato cinese con 100 milioni di turisti l’anno?)”. Almeno sui social network le cose vanno meglio? Peggio che andar di notte: “Il profilo Twitter appare vuoto e soprattutto inattivo (@verybello non ha ancora twittato). Su Facebook siamo fermi a un post del 26 gennaio e ad appena 1.886 condivisioni”. E la domanda è d’obbligo: quanto costerà ai contribuenti italiani questa farsa?

Sempre Milano, sempre Expo: Il Sole 24 Ore riferisce che l’architetto Daniel Libeskind ha donato quattro sculture dedicate alla rassegna, appena presentate al commissario di Expo Giuseppe Sala e a Federico Golia, presidente di Siemens Italia, che ha finanziato il progetto. “L’esito più alto della civiltà nuragica, il punto d’arrivo delle civiltà autoctone”: Il Giornale va in Sardegna alla scoperta dell’invincibile armata di Mont’ePrama, 28 statue di oltre due metri, che risalgono all’età del Ferro. E raccoglie lo sfogo di Alessandro Usai, funzionario archeologo della Sovrintendenza: “vogliamo che i reperti restino nel giardinetto di casa, l’idea che possa essere un Museo della Sardegna ad accoglierli ci fa soffrire”, dice con sarcasmo. “Io e Leonardo ci diamo del tu”. Restauro sulle pagine di Quotidiano Nazionale, che si fa raccontare da Pinin Brambilla i suoi quarant’anni di lavoro sull’Ultima Cena.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.