Lo Strillone: le ruspe dello Stato islamico radono al suolo il sito archeologico di Nimrud su Il Fatto Quotidiano. E poi Carpaccio, Piero Fornasetti, inquinamento ambientale

“Stavolta parliamo di un luogo assolutamente eccezionale, un patrimonio dell’umanità. Uno dei siti archeologici più importanti non della Mesopotamia, ma del pianeta“. Le parole sono di Paolo Matthiae, e le riporta Il Fatto Quotidiano per raccontare l’ennesimo episodio della guerra santa per cancellare arte e storia. “La notizia arriva da Facebook, e la riferisce la […]

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Stavolta parliamo di un luogo assolutamente eccezionale, un patrimonio dell’umanità. Uno dei siti archeologici più importanti non della Mesopotamia, ma del pianeta“. Le parole sono di Paolo Matthiae, e le riporta Il Fatto Quotidiano per raccontare l’ennesimo episodio della guerra santa per cancellare arte e storia. “La notizia arriva da Facebook, e la riferisce la pagina ufficiale del ministero iracheno del Turismo e delle Antichità: le ruspe dei miliziani dello Stato islamico hanno raso al suolo l’antico sito archeologico assiro di Nimrud, nei pressi di Mosul, città occupata dal regno autoproclamato di al Baghdadi. Arriva pochi giorni dopo la distruzione delle statue e le sculture del museo di Ninive (molte delle quali, secondo le ricostruzioni di alcuni archeologi, erano solo delle copie in gesso), documentata in un video che ha fatto il giro del mondo”. “Il peregrinare del grande pittore in Cadore, a Chioggia, in Istria, dopo gli anni trionfali in cui era l’artista ufficiale della Repubblica”. Quale pittore? Carpaccio, di cui il Corriere della Sera racconta la grande esposizione appena inaugurata a Palazzo Sarcinelli di Conegliano.

Il titolo “La follia pratica” “esprime perfettamente la capacità del designer di unire genio e quotidiano, dando origine a un’estetica inconfondibile e oggi universalmente popolare”. Il designer di cui si parla è Piero Fornasetti: ed è La Repubblica a recensire la mostra che a Parigi celebra il “re del bianco e nero”. “Dopo l’omaggio della Triennale di Milano, è ora dunque la volta di Parigi: il Musée des Arts Décoratifs ospiterà sino alla metà di giugno una selezione dell’immensa produzione del marchio fondato da Piero e oggi guidato dal figlio Barnaba, raccontandone simbologia e terni ricorrenti”. Il traffico minaccia i monumenti di Roma: a lanciare l’SOS è Il Garantista: “Se nei piani per la mobilità di una città come Roma si tenesse i conto della presenza dei monumenti di pregio, si potrebbero diminuire in modo decisivo gli impatti ambientali che interessano i i beni culturali”. Parole di Annamaria Giovagnoli, chimica esperta sui terni dell’inquinamento ambientale e dei relativi i danni sulle opere, dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro: “è l’inquinamento atmosferico, in particolare quello imputabile al traffico automobilistico, una delle principali minacce che pesano sui beni culturali. Causa non solo dell’annerimento, o sporcamento per usare il termine tecnico, delle superfici, ma anche di una vera e propria erosione. Un esempio emblematico? L’Elefantino di Piazza della Minerva a Roma”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    una corda tirata oltre
    i propri limiti di sopportazione
    o s’allunga o si spezza
    o s’attorciglia intorno al collo
    di chi ne fa uso senza destrezza…