Lo Strillone: La Madonna del Divino Amore di Raffaello su La Stampa. E poi Renato Guttuso, cultura in Toscana, monsieur Malaussène

“Persino il fazioso Giorgio Vasari – che era pure pittore lui stesso e scopertamente geloso dei suoi rivali, e che notoriamente parteggiava per Michelangelo – nelle sue Vite del 1550, quando si trovò di fronte all’incantata Sacra Famiglia, posseduta dalla famiglia Pio, non potè che schiudersi in un elogio innamorato: un capolavoro ‘miracolosissimo di colorito […]

Quotidiani
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Persino il fazioso Giorgio Vasari – che era pure pittore lui stesso e scopertamente geloso dei suoi rivali, e che notoriamente parteggiava per Michelangelo – nelle sue Vite del 1550, quando si trovò di fronte all’incantata Sacra Famiglia, posseduta dalla famiglia Pio, non potè che schiudersi in un elogio innamorato: un capolavoro ‘miracolosissimo di colorito e di bellezza singolare […]. Atteso che egli è condotto di forza e d’una vaghezza tanto leggiadra io non penso che e’ si possa far meglio’”. Il capolavoro è La Madonna del Divino Amore, di Raffaello: e a raccontarne la storia è La Stampa, in occasione dell’esposizione della tavola alla Pinacoteca Agnelli di Torino: “il restauro che ha fugato gli equivoci sull’attribuzione”. “Casa chiusa Guttuso”: Il Fatto Quotidiano racconta un po’ di retroscena sulla vita del grande artista: e come svela il titolo scelto lo fa a cavallo fra storia e gossip. È lo scrittore spagnolo Manuel Vicent, spesso ospite di Palazzo del Grillo, a ricordare di come lo studio del grande pittore fosse “vietato” alla moglie (per dare spazio all’amante e musa, Marta Marzotto).

Sul tavolo della cultura, la Toscana non sempre gioca bene le sue carte, che pure sono eccellenti (si pensi al patrimonio artistico)”. Parola de Il Sole 24 Ore, che applica alla Toscana l’assunto “Cultura, una carta che può far vincere”: il “peso” delle attività culturali, infatti, “secondo i dati del recente studio di Unioncamere e Fondazione Symbola sul settore in Italia, in Toscana non arriva al 6% del valore aggiunto regionale, in linea con la media-Paese”. Rumors editoriali su Quotidiano Nazionale: i tanti fans di monsieur Malaussène potrebbero presto avere nuova carne al loro fuoco. Lo scrittore Daniel Pennac, in Italia per un giro di incontri e presentazioni, “sorride quando indirettamente gli si chiede se sta lavorando a un nuovo romanzo della celebre saga: ‘Può darsi, la cosa e possibile’. Ma sta già scrivendo qualche capitolo? ‘No, e comunque voglio fare una sorpresa’”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.