Lo Strillone: Beppe Severgnini e il mostriciattolo linguistico di verybello sul Corriere della Sera. E poi privati e patrimonio, Moretto, sciopero agli Uffìzi

Ancora qui a parlare (male) del sito verybello.it? Sì, perchè al via dell’Expo mancano ormai 36 giorni, e il sito è ancora in versione Beta e in 2 lingue: profilo twitter vuoto. Stavolta è il polemista per vocazione Beppe Severgnini a parlarne sul Corriere della Sera: “diciamolo, è uno slogan sbagliato. Dispiace per il ministro […]

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Ancora qui a parlare (male) del sito verybello.it? Sì, perchè al via dell’Expo mancano ormai 36 giorni, e il sito è ancora in versione Beta e in 2 lingue: profilo twitter vuoto. Stavolta è il polemista per vocazione Beppe Severgnini a parlarne sul Corriere della Sera: “diciamolo, è uno slogan sbagliato. Dispiace per il ministro Franceschini, che ne è entusiasta. Ma gli stranieri dicono molto bello, oppure very nice. Very bello è un mostriciattolo linguistico”. Ancora Corriere, ancora penna affilatissima: quella di Pierluigi Panza, analizza l’ultimo pamphlet dì Tomaso Montanari (Privati del patrimonio, Einaudi, pp. 166): che fissa “in un episodio del ‘600 il mito fondativo del rapporto che dovremmo stringere con i Beni culturali. È l’episodio dei contadini della Val Brembana che rifiutarono di cedere quadri in cambio di fieno durante una carestia”. Un archetipo condivisibile, commenta il notista: “Ma l’alternativa è una fragile utopia”.

Il sogno di ogni storico dell’arte: figurarsi per un giovane studente. Panorama racconta la storia di Federico Giani, studente di storia dell’arte, che ha individuato a Milano un prezioso ciclo dell’artista bresciano Moretto. “Stava lassù dal 1541, ma nessuno ci aveva fatto caso. Una volta affrescata con figure di angeli su un bel fondo azzurro, nella cappella di una delle più venerate chiese milanesi, Santa Maria presso San Gelso. Un po’ per il buio, un po’ per l’altezza, da sempre ci si era fidati di un’attribuzione, che in realtà non faceva leva su alcun documento, a Callisto Piazza, onesto pittore lodigiano di metà Cinquecento”. “Pasqua di sciopero agli Uffìzi, l’authority precetta i lavoratori”. È Il Fatto Quotidiano ad aggiornare sulla vertenza in corso: “il 4 e 5 aprile alla Galleria degli Uffizi, ma anche alla Galleria dell’Accademia e a Palazzo Pitti, solo per citarne alcuni tra tutti quelli del Polo Museale Fiorentino, il personale della Società Opera Laboratori Fiorentini – i lavoratori del Polo – incrocerà la braccia”: proprio per il weekend di Pasqua, aderendo allo sciopero di Filcams Cgil e Uiltucs Uil, che da tre mesi chiedono un tavolo istituzionale per confrontarsi sulla predisposizione del bando di gara (che uscirà a settembre 2015) per la riorganizzazione dei musei statali. Ora si vedrà se andrà avanti la precettazione.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.