Lo Strillone: a Charlie Hebdo adesso si litiga sui trenta milioni di donazioni sul Corriere della Sera. E poi Villa dei Misteri, David Chipperfield, Cina

“Visto quel che è successo, i dipendenti chiedono un ruolo maggiore. Nel momento in cui un’impresa è decimata, ci si sente completamente legati ad essa. Non si tratta di dividere la torta, i soldi non ci interessano”. Il Corriere della Sera riporta le voci che provengono dalla redazione di Charlie Hebdo: e sarà un caso, […]

Quotidiani
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Visto quel che è successo, i dipendenti chiedono un ruolo maggiore. Nel momento in cui un’impresa è decimata, ci si sente completamente legati ad essa. Non si tratta di dividere la torta, i soldi non ci interessano”. Il Corriere della Sera riporta le voci che provengono dalla redazione di Charlie Hebdo: e sarà un caso, ma questo “ruolo maggiore” viene rivendicato proprio nel momento in cui ci sono da gestire 30 milioni di euro raccolti dopo la strage grazie alle vendite straordinarie e alle donazioni arrivate da tutto il mondo. Non c’è pagina culturale oggi che non parli della riapertura della Villa dei Misteri a Pompei: “La turista che tocca gli affreschi di una delle sale di Villa dei Misteri a Pompei sembra quasi incredula per la vividezza dei colori, la forza delle figure. Non sa che sono appena stati restaurati dopo quasi due anni di duro lavoro per restituire la domus alla bellezza del 79 d.C. quando l’eruzione del Vesuvio la seppellì sotto una valanga di lava”, racconta La Stampa. Che poi riferisce l’ottimismo deI ministro Dario Franceschini: “Se mi chiedete se abbiamo risolto tutto rispondo di no, se mi chiedete state risolvendo le cose posso rispondere di sì”.

Arrivano su La Repubblica le aspre polemiche fra David Chipperfield e il Comune di Milano, con l’archistar che contesta la realizzazione del Mudec da lui disegnato: “Pavimento sbagliato e finiture scadenti“. Sostiene che il pavimento, 5000 mq di pietra lavica, “è stato posato in modo maldestro, con un confuso e antiestetico effetto a scacchiera che fa a pugni con la raffinata omogeneità del progetto originario”. II Comune risponde “che incaricherà un ‘soggetto terzo’ di verificare la correttezza dei lavori. Promette che se difetti saranno individuati, verranno risolti”. Bizzarro articolo su MilanoFinanza, che davanti ai sempre più frequenti contatti, anche commerciali, con la Cina, illustra come vengono interpretati i numeri da 0 a 10 in cinese. “Davvero facile per i primi tre (1-2-3), poiché basta rifarsi ai numeri romani, dove si utilizzavano tratti verticali accoppiati (I -II -III), tracciandoli però in orizzontale”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.