La Roma musicale è più francofona o germanofona? Il ruolo del festival Controtempo, che torna alla sesta edizione promosso dall’Accademia di Francia

È quasi una joint venture fra l’Accademia di Francia a Roma e l’Accademia Filarmonica Romana, che negli anni ha acquisito uno elevato prestigio internazionale e si presenta con nuovi indirizzi. Parliamo del festival musicale Controtempo, che torna a Roma con la sua sesta edizione – dal 25 al 29 marzo – con concerti tenuti fra […]

È quasi una joint venture fra l’Accademia di Francia a Roma e l’Accademia Filarmonica Romana, che negli anni ha acquisito uno elevato prestigio internazionale e si presenta con nuovi indirizzi. Parliamo del festival musicale Controtempo, che torna a Roma con la sua sesta edizione – dal 25 al 29 marzo – con concerti tenuti fra il Grand Salon di Villa Medici, il Teatro India e la stessa Accademia Filarmonica Romana. Nei primi quattro anni l’apporto principale del festival è stato quello di dare una maggiore conoscenza della musica contemporanea francese – ad esempio, il filone della “musica spettrale” – agli italiani, molto influenzati da quella tedesca. La scuola di musica sperimentale di Darmstadt ha, ad esempio, influito molto sulla formazione di Nono, Maderna, Sani, Abbado, Donadoni, fra gli altri. Ora queste barriere paiono finite, ed i compositori godono di grandissima libertà da scuola e tendenze. Una situazione sostenuta anche dalla grande attività di realtà come l’Istituto Goethe e l’istituto culturale tedesco a Villa Massimo nel fare conoscere le tendenze del loro Paese.
Il quinto festival, nel 2014, ha rappresentato una svolta, diventando “tematico” ed incentrato sul quartetto. Quest’anno una nuova sterzata, con un festival monografico dedicato al compositore Georges Aperghis, nato ad Atene nel 1945, ma trasferitosi in Francia nel 1967. Al pari di Yannis Xanekis, con cui ha lavorato a lungo in coppia fondando anche una compagnia, è partito dalla dodecafonia e dalla musica seriale per dare vita ad una forma artistica profondamente originale. Il suo approccio alla composizione, che si esprime tanto nella scrittura strumentale quanto in quella vocale, così come nel teatro musicale e nell’opera, fa parte di un gesto artistico molto ampio che abbraccia teatralità e riflessione politica, esplorazione del linguaggio e aspirazione al burlesco. Aperghis sarà presente al festival dove incontrerà i borsisti e la selezione accademica dell’Accademia di Francia a Roma.

– Giuseppe Pennisi

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Giuseppe Pennisi
Ho cumulato 18 anni di età pensionabile con la Banca Mondiale e 45 con la pubblica amministrazione italiana (dove è stato direttore generale in due ministeri). Quindi, lo hanno sbattuto a riposo forzato. Ha insegnato dieci anni alla Johns Hopkins University e quindici alla Scuola superiore della pubblica amministrazione; per periodi più brevi a Salerno e a Palermo. Ha scritto una dozzina di testi di economia, pubblicati in Italia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania, ed è editorialista economico di un paio di quotidiani. Da quando aveva l'età di 12 anni la sua passione è l'opera lirica (specialmente del Novecento e meglio ancora se contemporanea coniugata con electroacustic e live electronics). Ha contagiato la moglie e in parte i figli. Vaga, quindi, da teatro a teatro. Con un calepino a righe e una matita rossa. Il riposo forzato è in una barcaccia.