La primavera dei musei europei. E mondiali: dopo il Mudec, aprono ancora a Milano la Fondazione Prada, a NY il nuovo Whitney, a Mosca il Garage Center

Primavera 2015 memorabile per la geografia museale mondiale. Mentre nei giorni scorsi si è aperto, preceduto da immancabili polemiche, stavolta fra progettista e Comune, il Museo delle Culture (Mudec), ancora Milano – fra il 2 e il 9 maggio, nel pieno dei giorni dell’opening dell’Expo 2015 – sarà al centro dell’attenzione per l’inaugurazione della nuova […]

Il futuro Garage Museum (courtesy OMA Rem Koolhaas)

Primavera 2015 memorabile per la geografia museale mondiale. Mentre nei giorni scorsi si è aperto, preceduto da immancabili polemiche, stavolta fra progettista e Comune, il Museo delle Culture (Mudec), ancora Milano – fra il 2 e il 9 maggio, nel pieno dei giorni dell’opening dell’Expo 2015 – sarà al centro dell’attenzione per l’inaugurazione della nuova sede della Fondazione Prada, progettata da Rem Koolhaas unendo alcuni edifici esistenti con tre nuove strutture, per una superficie totale di 19mila metri quadrati, 11mila dei quali impegnati in attività espositive. L’edificio, situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano. ospiterà anche un bar ideato dal regista Wes Anderson all’entrata del nuovo centro, che ricreerà l’atmosfera dei tipici caffè di Milano.
Stesse giornate – 1 maggio, per la precisione – e dall’altra parte dell’Oceano sarà la nuova casa del Whitney Museum a New York, progettata da Renzo Piano Building Workshop, a calare i veli. L’ampliamento della collezione da 2mila a 19mila pezzi richiedeva una nuova sede più grande: e dall’Upper East Side il Whitney si trasferirà a Lower Manhattan, nel Meatpacking District. Sarà invece ormai quasi estate, il 12 giugno, quando sarà la Russia a catalizzare l’attenzione, con il via al nuovo Garage Museum di Mosca, per il quale la filantropa Dasha Zhukova, compagna del magnate russo Roman Abramovich, ha condiviso con Prada la firma di Rem Koolhaas e del suo OMA. Location, il mastodontico edificio di un ex ristorante dell’era sovietica in Gorky Park, ridisegnato dal famoso architetto olandese. Superficie complessiva di oltre 50mila metri quadrati su due piani, con cinque sale espositive, cinema, auditorium, scuole, negozi, terrazza e caffetteria.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • angelov

    tanti, troppi musei
    sparsi sulla superficie
    del globo terracqueo:
    riuscirà tutta la spazzatura
    con Arte prodotta
    a saturarli tutti?