La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo festeggia vent’anni. Con una grande mostra di scultura aperta da maggio in uno spazio inedito: ecco le immagini

Va sotto l’hashtag #fsrr20 il festeggiamento dei vent’anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Ma soprattutto, se guardiamo all’aspetto “fisico”, si concretizza per ora in un’esposizione a Rivoli presentata in anteprima, rigorosamente su invito, in un enorme hangar della società Asja, di proprietà del marito di Patrizia Sandretto. Mostra che si può sintetizzare in […]

Va sotto l’hashtag #fsrr20 il festeggiamento dei vent’anni della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Ma soprattutto, se guardiamo all’aspetto “fisico”, si concretizza per ora in un’esposizione a Rivoli presentata in anteprima, rigorosamente su invito, in un enorme hangar della società Asja, di proprietà del marito di Patrizia Sandretto. Mostra che si può sintetizzare in poche parole: è una panoramica di quello che significa fare scultura “nel campo allargato”, per dirla con Rosalind Krauss, nel XXI secolo (con qualche incursione più indietro nel tempo). Ed è una panoramica che non soltanto si può vedere in pochissimi musei al mondo, ma che pure raramente si è vista in mostre tematiche allestite in sedi museali internazionali. Le opere giuste degli autori giusti dell’anno giusto. Roba che ci puoi fare un’intera Art Basel Unlimited, la sezione “monster” della fiera più importante al mondo.
Fare i nomi è quasi inutile: Anish Kapoor, Carsten Höller, Sarah Lucas, Mark Manders, Paul McCarthy, SteveMcQueen, Philippe Parreno, Carles Ray, Tobias Rehberger, Markus Schinwald, Liu Wei, Doug Aitken, Pawel Althamer, John Bock, Paul Chan, Thomas Hirschhorn, e poi i nostri Diego Perrone, Patrick Tuttofuoco, Sarah Ciracì, Giuseppe Gabellone, e ancora tanti altri, che quasi resta fuori Damien Hirst. Per ora lo spazio è stato aperto in pochissime occasioni: una cena per ospiti stranieri durante Artissima, qualche visita didattica, ieri sera una grande cena ufficiale, poi si vedrà. Resterà aperto almeno per tutta la durata di Expo e la si potrà – ma è notizia da confermare – visitare a partire da maggio con ingresso gratuito e poi… Sappia il sindaco Fassino, presente alla serata, che una cosa del genere se la sognano pure a New York. E non sarebbe male se spuntasse fuori qualche spazio in città che potesse accogliere cotanta collezione. Privata, certo, ma di grande interesse pubblico.

Marco Enrico Giacomelli

#fsrr20

 

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Ottima occasione per ridimensionare qualche abbaglio, il mio caro Giiaco. :)