Il ritorno di Pack. La galleria riapre a Milano col nome di Spazio 22 e in “società” con Federico Luger: ci racconta tutto Giampaolo Abbondio

“La collaborazione nasce da una frequentazione di lunga data e da una reciproca stima, negli anni siamo anche stati uno collezionista dell’altro. Abbiamo già fatto fiere e altri progetti in condivisione, come la partecipazione di Maria Magdalena Campos Pons al Padiglione di Cuba nel 2013, che abbiamo coprodotto”. Chi parla è Giampaolo Abbondio, il titolare […]

La collaborazione nasce da una frequentazione di lunga data e da una reciproca stima, negli anni siamo anche stati uno collezionista dell’altro. Abbiamo già fatto fiere e altri progetti in condivisione, come la partecipazione di Maria Magdalena Campos Pons al Padiglione di Cuba nel 2013, che abbiamo coprodotto”. Chi parla è Giampaolo Abbondio, il titolare della Galleria Pack che a Milano ha chiuso i suoi spazi fisici ormai da tre anni: e che – con un icastico post su Facebook – ha recentemente annunciato la prossima riapertura in nuovi spazi. Ma dalle parole confidate ad Artribune trapelano molti dettagli: in primis la condivisione, che lo vedrà quindi condividere la nuova avventura con un collega e amico. Si tratta di Federico Luger, anche lui noto gallerista meneghino: “come in ogni matrimonio”, continua Abbondio, “bisogna rinunciare a un po’ di sè per accogliere l’altro; ci siamo accorti che farlo tra di noi sarebbe stato più facile, per i tanti punti di contatto”.
La nuova galleria associata sarà in viale Sabotino 22, a due passi da Porta Romana: e dall’indirizzo ha preso anche il nome di Spazio 22, anche se poi i due “contributors” manterranno il proprio nome indipendente. E la condivisione si amplierà anche alla possibilità di ospitare progetti esterni: “la lista di colleghi interessati si sta allungando ed è oggettivamente prodigiosa”. Strettissimo il riserbo su chi siano, anche se pare che fra questi ci possa essere una celebre gallerista assente ormai da Milano con un suo spazio da diversi anni. Come sarà la governance? “Faremo meno fiere, preferendo dedicarci a mostre più ricche”, precisa Abbondio. “E le economie di scala del condividere gli spazi vogliamo che si trasmettano al costo delle opere… Ha ragione Richter quando dice che l’arte costa troppo”. Inaugurazione già fissata per il prossimo 22 aprile, con due mostre: Franklin Evans in “quota” Luger, Andrei Molodkin per Pack, con il progetto Fallen Capitalism piazzato nel caveau che arricchisce gli spazi della galleria.

http://www.galleriapack.com/
http://www.federicoluger.com

 

 

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.