Growing Roots: la mostra a Palazzo Reale risale alle radici del Premio Furla. Ecco in anteprima le opere vincitrici delle dieci edizioni, esposte a Milano

Apre domani al pubblico la mostra Growing Roots – 15 anni del Premio Furla, con un percorso espositivo in dieci stanze che ripercorrono altrettante edizioni, le cui opere saranno esposte al Palazzo Reale di Milano fino al 12 aprile 2015. Al di là del suo prestigio e della centralità, la scelta di questa sede espositiva […]

Sislej Xhafa, Rocket Ship, 2011, carriola, stringhe di luci rosse, 150 x 65 x 59 (h) cm. Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins; ph. Rémi Lavalle

Apre domani al pubblico la mostra Growing Roots – 15 anni del Premio Furla, con un percorso espositivo in dieci stanze che ripercorrono altrettante edizioni, le cui opere saranno esposte al Palazzo Reale di Milano fino al 12 aprile 2015. Al di là del suo prestigio e della centralità, la scelta di questa sede espositiva contrasta piacevolmente con le opere esposte: tanto magniloquenti sono gli interni dell’Appartamento dei Principi, quanto intenzionalmente fragili e fugaci sono le creazioni premiate dalla Fondazione Furla negli ultimi 15 anni.
Il che non stupisce: è da un bel po’ che l’arte ha abdicato al suo ruolo rappresentativo di parte o tutta la società. L’indipendenza ha però l’elitarismo come rovescio della medaglia, per cui questa mostra risulta “nuova” non tanto – non solo – perché porta visibilità alla nuova leva di artisti italiani, ma per il confronto con il contesto in cui è allestita. Quello del distretto culturale e turistico più storicizzato di Milano, quello di una sede espositiva dove una mostra è sempre una “grande mostra” per il “grande pubblico”.
Quest’ultimo, finalmente, ha l’occasione di confrontarsi con tutti i linguaggi dell’arte contemporanea, tale anche dal punto di vista anagrafico: si va dai video di Maria Iorio & Raphael Cuomo, alla performance e ai disegni di anatomia “emotiva” ideati da Sissi; dalla bara-scultura di Sislej Xhafa ai 60 elementi in Corian di Luca Trevisani, che passano senza soluzione di continuità dal piano orizzontale a quello verticale della sala. Se le politiche culturali italiane non si sono mai arrischiate troppo a sostenere la ricerca artistica contemporanea, come ha scritto Ilaria Gianni per l’edizione 2013 del Premio, questa mostra diventa allora un utile banco di prova, per gli spettatori almeno quanto per gli artisti.

– Caterina Porcellini

Inaugurazione: giovedì 5 marzo
piazza del Duomo, 12 – Milano
http://www.growingrootsmilano.it/

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Caterina Porcellini
Caterina Porcellini è nata a Taranto, si è formata al DAMS di Bologna e professionalmente a Milano. Già durante l'università sviluppa un interesse per l'influenza esercitata dalla tecnologia su pensiero e società, attraverso le tesi di Marshall McLuhan, Walter J. Ong e Lev Manovich. Da allora si mantiene sempre aggiornata sui nuovi media, lavorando come web editor, social media manager e consulente SEO. Dal 2007 ha collaborato con testate specialistiche e non, Exibart e alcuni siti del Gruppo 24 ORE tra gli altri. Continua ad avere un occhio di riguardo per quelle forme d'espressione che hanno una relazione diretta con il pubblico: architettura e design, fotogiornalismo, performance e installazioni. Grazie alla recente collaborazione con Plain Ink Onlus, sta approfondendo l'utilizzo con finalità sociali dei mezzi di comunicazione popolari, come fumetti e storytelling.