Fashion Week: Prada, Gucci, Fendi, Krizia. I grandi brand che cambiano, in una Milano che sceglie l’ottimismo.  Imprese e designer verso il futuro

C’è solo un sistema per misurare realisticamente l’ottimismo, e sta nella verifica dell’equilibrio fra le proposte creative e la crescita di “compratori”. La fashion week milanese segna un forte incremento di presenze, soprattutto americane, che danno una connotazione solida – da un punto di vista imprenditoriale – a una settimana di eventi in grado di […]

Prada - Milano fashion Week 2015

C’è solo un sistema per misurare realisticamente l’ottimismo, e sta nella verifica dell’equilibrio fra le proposte creative e la crescita di “compratori”. La fashion week milanese segna un forte incremento di presenze, soprattutto americane, che danno una connotazione solida – da un punto di vista imprenditoriale – a una settimana di eventi in grado di generare dibattito e attenzione, di interrogarsi in modo costruttivo sul futuro della moda.
Mentre una delle più importanti trend setter del mondo, Li Edelkoort, dichiara che la moda così come la conosciamo noi è morta, le evoluzioni dei grandi brand dimostrano di averlo già intuito.
Va letta in quest’ottica di analisi la sfilata di Alessandro Michele accompagnata da un testo che cita Giorgio Agamben (“È contemporaneo chi non coincide perfettamente con il proprio tempo”) e quella di Miuccia Prada, sempre capace di leggere oltre, con uno stile ultracontemporaneo in cui i colori e i segni grafici del decor si materializzano come gesti apparentemente difficili, ma capaci di strappare l’applauso.

Fendi - Milano fashion Week 2015
Fendi – Milano fashion Week 2015

Affascina Fendi, che arriva con la sicurezza di chi sa lavorare talmente bene da non lasciare dubbi, occultando con il risultato anche la polemica sull’uso delle pelli animali. Un dna fatto di esperienza, con in più la perfetta sintonia fra Silvia Fendi e Karl Lagerfeld, che riesce addirittura ad omaggiare il lavoro artigianale trasformando un grembiule in abito raffinato. È la storia di un lavoro di geometrie che si sovrappongono e disegnano “l’incantamento semplice” di un lusso indispensabile: abiti in visone rasato, pelle e pelliccia per gonne e pantaloni o solo per tasche su lane preziose. L’accessorio conferma il controllo artistico dell’immagine totale, dai guanti alla Peekaboo bag presentata con dentro una sterlizia, come la testa di un uccello che esce da un nido di pelliccia: un tocco di irreale sottolineato dai colori, a ribadire il grande  spettacolo della couture.

Krizia - Milano fashion Week 2015
Krizia – Milano fashion Week 2015

La rinascita è confermata dalla presentazione nello Spazio Krizia della nuova Krizia: l’ingresso, uno stargate per andare oltre, è popolato da figure nuove, comandanti di eserciti di paesi lontani. Zhu Chonyun è una signora cinese elegantissima, una laurea in ingegneria e un suo brand che in Cina conta più di quattrocento punti vendita; ha uno sguardo dolce dietro gli occhiali che non tolgono nulla a una bellezza semplice, orientale. Disegna lei la nuova Krizia, che ha acquisito un anno fa, ma vuole creare uno staff di giovani in cui unire diverse caratteristiche creative: italiane, cinesi e di altri paesi. La designer sembra proiettata al futuro, proprio come la presentazione della collezione, con le modelle ferme dentro bozzoli di vetroresina, così simili a nuove forme di vita pronte a sbocciare e respirare. Una donna che ha dimostrato l’amore ed il rispetto per l’origine, che ha riletto i codici e i segni di Krizia, riproponendoli grazie all’uso ed al disegno contemporaneo dei materiali. La tigre simbolo del brand ha lasciato il suo occhio sui nuovi outfit: occhio felino che si è dilatato diventando jacquard, mentre le tracce della sua zampata segnano come graffi gli abiti e le gambe di donne che fuggono il pericolo.
Procede con l’andatura giusta la moda italiana, incontro ad orizzonti più ambiziosi, spinta dalla voglia di presentare nuovi brand insieme a quelli storici e geniali. Una sinergia che alimenta entrambi i fronti e che attira finanza e comunicazione, in una Milano in piena accelerazione.

– Clara Tosi Pamphili

 

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.