Ecco come sarà il Macro di Federica Pirani. Due musei, uno “interno” e uno “esterno”: con omaggi a grandi nomi. Da Toti Scialoja a Marisa e Mario Merz

  Aperto alle contaminazioni di nuovi linguaggi culturali, sperimentale, intergenerazionale, diffuso, social. Ma soprattutto, di e per Roma, e comunque con un occhio attento alla produzione internazionale. “Local ma glocal”, ecco quello che vuole essere il nuovo Macro, “museo nella città, nel mondo e nel nostro tempo”, che si è presentato con la sua nuova […]

Federica Pirani
Federica Pirani

 

Aperto alle contaminazioni di nuovi linguaggi culturali, sperimentale, intergenerazionale, diffuso, social. Ma soprattutto, di e per Roma, e comunque con un occhio attento alla produzione internazionale. “Local ma glocal”, ecco quello che vuole essere il nuovo Macro, “museo nella città, nel mondo e nel nostro tempo”, che si è presentato con la sua nuova programmazione 2015-2016 nella nuova gestione griffata da due donne dell’amministrazione comunale, Federica Pirani, la storica dell’arte che è il nuovo direttore e che viene dalla Sovrintendenza, e Giovanna Marinelli, Assessore alle politiche culturali che è un po’ artefice del nuovo corso. Accorpato a Palazzo Braschi e alla Gamec di Via Crispi, il Macro diventa così la realtà centrale di questo nuovo polo del moderno e contemporaneo e si apre ad una nuova contaminazione, che nelle intenzioni sembra senza precedenti, per fare rete, valorizzare e “patrimonizzare” i beni e le capacità delle maggiori realtà culturali presenti a Roma.
Il contributo comunale al Museo di 250mila euro per il 2015, esclusi i costi di gestione – ha detto l’assessore Giovanna Marinelli rispetto ad un finanziamento che comunque è poca cosa rispetto alle reali necessità del museo – ci offre una splendida opportunità per cercare alleanze di natura istituzionale per affiancare il pubblico al privato, per cercare mecenati e donazioni di collezioni ma anche per ritrovare e mostrare patrimoni e archivi che già abbiamo sul nostro territorio”. Un Macro interno, che vuole dunque essere il racconto delle vicende artistiche della città di oggi con la documentazione e il dialogo con la street art e le nuove generazioni di artisti e curatori, ma anche un Macro esterno, attento ai grandi artisti italiani e alle produzioni internazionali, soprattutto dal 2016. Obiettivo, come ha detto Federica Pirani, è quello di fare del Macro un museo “aperto a diversi pubblici e partire da qui per creare un ponte tra centro e periferia”.
A maggio saranno inaugurate le sale collezioni sui temi dell’altrove e le donne nell’arte, con opere di artiste appartenenti a diverse generazioni, dagli anni Sessanta ad oggi, e sul tema dell’artista e il suo ritratto. Non mancheranno nella programmazione importanti retrospettive dedicate ai protagonisti dell’arte italiana. Tra queste, si apre la vetrina sui grandi artisti il 28 marzo con 100 Scialoja, azione e pensiero, in collaborazione con la Fondazione Toti Scialoja, poi ci sarà un omaggio a Carla Accardi (dal 21 maggio) e a giugno una mostra sugli artisti di Piazza del Popolo e gli anni Sessanta tra Pop art e dintorni. A seguire ci sarà una mostra curata da Achille Bonito Oliva su Gillo Dorfles (a novembre). Ma anche una grande mostra su Marisa e Mario Merz (da febbraio 2016) con un lavoro site specific per il Macro e una mostra-laboratorio su Enrico Prampolini in collaborazione con il teatro dell’Opera di Roma. All’ufficio mostre, come curatore, è arrivato Costantino D’Orazio che seguirà tra le altre cose la rassegna espositiva “Appunti di una generazione” con artisti che hanno debuttato negli anni Novanta (si parte con Giuseppe Pietroniro e Andrea Salvino), mentre per quanto riguarda il progetto di residenze resterà, seppur ridotto, ospitando solo due artisti all’anno.
Più giovanile e digital la programmazione al Macro Testaccio con le nuove edizioni dei festival, Digital Life con Roma Europa, Asiatica, TRIP su video e fotografia di viaggio e con la mostra su Sergio Staino che inaugurerà a maggio. Per la sezione internazionale, a giugno saranno presentate le opere di Josh Smith, mentre già ad aprile sarà inaugurata la mostra dell’artista greco Nakis Panayotidis in collaborazione con il Kunst Museum di Berna. Tra gli altri esporranno poi il giapponese Koki Tanaka (ad ottobre) e sarà presentata la mostra “I Belgi. Barbari e poeti”.

– Geraldine Schwarz

L’elenco completo delle mostre

 

  • bah

    scialoja, accardi, merz, dorfles, bonito oliva….avanguardia italiana. di contemporaneo a questo museo è rimasta solo la denominazione. mi chiedo come mai i rottamatori non si siano ancora accaniti sul sistema arte…

  • bah????

    Ma che dici? Smith, i giovani in residenza, gli artisti anni ’90, TRIP…scarica il programma dal sito del Macro e leggi!