Racconto per immagini del weekend fieristico di LA. Tre le gallerie italiane presenti alla main fair Art Los Angeles Contemporary

Si è appena concluso un intenso weekend di arte contemporanea a Los Angeles, dove, oltre alla fiera Art Los Angeles Contemporary, si sono svolte anche la L.A. Art Book Fair e l’indipendente Paramount Ranch. In questa sesta edizione ALAC si conferma in crescita, registrando un’ottima presenza di pubblico. Le gallerie ospitate nel Barker Hangar dell’aeroporto […]

Si è appena concluso un intenso weekend di arte contemporanea a Los Angeles, dove, oltre alla fiera Art Los Angeles Contemporary, si sono svolte anche la L.A. Art Book Fair e l’indipendente Paramount Ranch.
In questa sesta edizione ALAC si conferma in crescita, registrando un’ottima presenza di pubblico. Le gallerie ospitate nel Barker Hangar dell’aeroporto di Santa Monica erano una sessantina, più o meno le stesse rispetto allo scorso anno, ma si registrano una decina di presenze nuove, a riprova del fatto che c’è una discreta attenzione attorno alla fiera losangelena. Che di sicuro è ancora in cerca di identità, non brilla per originalità ma si muove con eleganza e mette a segno risultati concreti.
Tra gli ospiti agli eventi in programma spiccava Hans Ulrich Obrist, che ha presentato un’intervista a Felipe Ehrenberg come anticipazione del libro in uscita Conversations in Mexico. Mentre tra i Solo Projects, si è fatto notare lo stand del gallerista Tif Sigfrids: a presentare le nuove tele di Joe Sola e mediare con gli acquirenti, anziché lo staff della galleria, c’erano infatti dei venditori di automobili. Ogni giorno uno diverso, come ha voluto lo stesso artista che pare sia un appassionato di test-driving. Buoni affari anche da David Kordansky, con il solo show di Zach Harris, e presso la Paris-based Praz-Delavallade.
Tre le presenze italiane: la pioniera Monitor (Roma e New York) – che aveva partecipato anche lo scorso anno – con una scultura di Nathaniel Mellors, giovane britannico che lavora tra Amsterdam ed L.A. (nell’estate scorsa un suo video era passato all’Hammer), Brand New Gallery da Milano e Luce Gallery da Torino. Si dichiarano nel complesso soddisfatte, giudicando la fiera “ben organizzata” e positiva per le vendite. Numerose, infine, le gallerie losangelene di rilievo: ACME, M+B, Marc Selwyn Fine Art, Susanne Vielmetter Los Angeles Projects, Night Gallery, François Ghebaly, 1301PE ma anche la nuova Grice Bench.
Menzione speciale all’islandese i8 per il Mat for Multidimensional prayers di Ólafur Elíasson, e alla berlinese Johann König per Modified Social Bench C di Jeppe Hein.

– Emanuela Termine

 

 

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Emanuela Termine
Emanuela Termine (Roma, 1978) è storica dell’arte e curatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi sulle relazioni fra arte e architettura in Italia tra gli Anni Cinquanta e Settanta. Fino al 2013 è stata responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi. Dal 2006 è curatrice senior presso Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea, a Roma. Nel 2012 ha curato il progetto “Lingua Mamma”, vincitore del concorso "Arte, Patrimonio e Diritti Umani", indetto da Connecting Cultures con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.