Lo Strillone: l’Italia si dimentica di Aldo Manuzio, pioniere del Made in Italy, sul Corriere della Sera. E poi Annibale Carracci, Alselm Kiefer, luci rosse a Roma

Mentre si esulta, giustamente, per il successo della mostra di Chagall a Palazzo Reale di Milano, l’Italia si dimentica di Aldo Manuzio, pioniere del Made in Italy ante litteram. E allora – riporta il Corriere della Sera – è Madrid ad annunciare l’apertura di una grande rassegna, alla Biblioteca Nazionale di Spagna, che celebra i […]

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Mentre si esulta, giustamente, per il successo della mostra di Chagall a Palazzo Reale di Milano, l’Italia si dimentica di Aldo Manuzio, pioniere del Made in Italy ante litteram. E allora – riporta il Corriere della Sera – è Madrid ad annunciare l’apertura di una grande rassegna, alla Biblioteca Nazionale di Spagna, che celebra i 500 anni dalla morte del grande editore, tipografo e umanista italiano. Ancora lamentele sul Corrierone, stavolta a firma Vittorio Sgarbi: così l’Italia si è lasciata scappare un capolavoro di Annibale Carracci, venduto due volte all’asta prima a Vienna e poi a New York. Si tratta della Vergine in preghiera, opera degli anni giovanili di Annibale, verso il 1584-85: fu venduta il 15 ottobre 2013 in un’asta Dorotheum a Vienna a 389.300 euro, pochi giorni fa, il 28 gennaio, è stata rivenduta a New York in un’asta Christie’s per 965mila dollari.

A cinque anni, nella Germania distrutta dalla guerra, decise che avrebbe fatto il pittore”. Chi? Alselm Kiefer, protagonista di un lungo articolo-intervista su La Repubblica. Ogni mattina prende un libro e lo trasforma in un’opera: “Solo dando forma al mondo riusciamo a regalargli un senso: è a questo che serve l’arte. La scienza ha scoperto che cosa è successo un miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, ma solo la mitologia delle immagini può raccontare cosa è accaduto un attimo prima. E però sia gli artisti che gli scienziati, quando scoprono una cosa nuova, usano lo stesso aggettivo. Dicono: che bello!“. Il Fatto Quotidiano sta sulla stretta attualità, occupandosi della proposta di creare un quartiere a luci rosse a Roma, all’EUR. E dando la parola a un romano purosangue come Carlo Verdone: “Ma il quartiere non è Pigalle: qui a Roma diventa tutto zozzo“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.