Lo Strillone: la proprietaria del Leonardo svizzero trattata come una criminale su La Stampa. E poi Uffizi, Pompei, musei monografici

“Nessun reato, il quadro è sempre stato in Svizzera“. Mentre la critica continua furiosamente a dividersi sull’autenticità o meno del ritratto di Isabella d’Este attribuito a Leonardo sequestrato dai carabinieri nel caveau di una banca a Lugano, La Stampa intervista la proprietaria del dipinto, la pesarese Emidia Cecchini, che assicura che non si sarebbe mai […]

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Nessun reato, il quadro è sempre stato in Svizzera“. Mentre la critica continua furiosamente a dividersi sull’autenticità o meno del ritratto di Isabella d’Este attribuito a Leonardo sequestrato dai carabinieri nel caveau di una banca a Lugano, La Stampa intervista la proprietaria del dipinto, la pesarese Emidia Cecchini, che assicura che non si sarebbe mai mosso dalla Svizzera dal 1920. “Sono molto amareggiata da quanto mi sta succedendo, anche perché mi trovo coinvolta ingiustamente in un’inchiesta in cui figurano tante persone a me del tutto sconosciute sulle quali grava l’accusa di aver trasferito all’estero opere d’arte italiane, di averle occultate per commercializzarle all’estero”. E l’avvocato della donna spiega: “Il quadro è appartenuto alla nonna svizzera della mia cliente, Matilde Guerra in Grassi, che poi l’ha lasciata alla figlia”.

Ancora Leonardo: gli Uffizi negano a Milano il prestito dell’Annunciazione per la grande mostra a Palazzo Reale. E Franceschini medita di intervenire, riporta il Corriere della Sera: “Dopo la lettera di Pisapia, ho chiesto una nota di chiarimento agli Uffizi”. Il direttore del museo fiorentino, Antonio Natali, si rimette alle sue scelte, ricordando che il dipinto è nella lista dei 23 capolavori degli Uffizi dichiarati dallo stesso Mibact “inamovibili”. Su La Stampa parla ancora il ministro, qui per informare – dopo i recenti crolli nell’area archeologica – che “per conservare Pompei sono stati banditi interventi per oltre 96 milioni. Sono tre i cantieri conclusi, nove i cantieri aperti, sei le gare aggiudicate”. Italia Oggi è a Parigi da dove informa che sarebbero in crisi i musei dedicati a un solo artista, da Picasso a Rodin: “i direttori dei musei monografici che oggi hanno il vento in poppa devono immaginare nuove strategie per conservare il proprio pubblico. Le opere da sole non sono sufficienti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.