Lo Strillone: la leader delle Femen ringrazia i poliziotti danesi su La Repubblica. E poi Lars Vilks, internet di governo, Palazzo della Civiltà Italiana

“Siamo stati portati in commissariato per raccogliere le nostre testimonianze. La polizia è stata eroica, ci ha salvato la vita. Come Fernen, sono abituata a sfidare agenti, ma in questo caso posso dire solo grazie alle forze dell’ordine”. C’è sempre una prima volta: La Repubblica intervista Inna Shevchenko, la leader delle Femen, presente a Copenaghen […]

Quotidiani
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Siamo stati portati in commissariato per raccogliere le nostre testimonianze. La polizia è stata eroica, ci ha salvato la vita. Come Fernen, sono abituata a sfidare agenti, ma in questo caso posso dire solo grazie alle forze dell’ordine”. C’è sempre una prima volta: La Repubblica intervista Inna Shevchenko, la leader delle Femen, presente a Copenaghen al dibattito con Lars Vilks preso d’assalto nell’attentato islamista. “Ho pensato di morire e per la prima volta ringrazio gli agenti“. La stessa Repubblica, e anche il Corriere della Sera, danno voce pure a Vilks, l’artista e vignettista svedese nel mirino: “Io non sono sorpreso, e mi stupisco che lo siano gli altri. Questa è gente dalla memoria lunga, molto lunga. Lo dico sempre alle associazioni o agli amici che mi invitano a parlare nei loro convegni. Non dimenticano. E io sono il più facile dei bersagli”.

Il governo ha 241 siti web, ma uno su quattro è inattivo”. È Il Sole 24 Ore a indagare sull’”analfabetismo” digitale delle nostre amministrazioni, che ha prodotto orrori come “italia.it” e scelte criticatissime come il recente “verybello”. “Una galassia non sempre aggiornata, nonostante la normativa imponga regole stringenti. L’Agid nei prossimi mesi sarà al fianco dei Beni culturali per il rilancio di italia.it”. Il Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR rischia la vendita? Il Tempo informa che a Roma Eur spa riunisce l’assemblea per decidere se ricapitalizzare o alienare i “gioielli” della società pubblica. “Servono soldi per finire la Nuvola di Fuksas”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • paolo por supuesto

    come terza notizia aggregata mettiamo il mal di denti del gatto di Patty Pravo?