Lo Strillone: Franceschini blocca la vendita dei gioielli dell’Eur sul Corriere della Sera. E poi Corrado Augias, Primo maggio alla Scala, Medardo Rosso

Come spesso accade in Italia, la “toppa” individuata per risolvere un problema risulta peggiore del “buco” da sanare. Accade ora con la questione dei musei nazionali (e dell’Archivio dello Stato) improvvidamente messi in vendita ieri dalla società Eur Spa: “Franceschini blocca la vendita dei gioielli dell’Eur”, titola il Corriere della Sera. Ovvero, un ministro si […]

Quotidiani
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Come spesso accade in Italia, la “toppa” individuata per risolvere un problema risulta peggiore del “buco” da sanare. Accade ora con la questione dei musei nazionali (e dell’Archivio dello Stato) improvvidamente messi in vendita ieri dalla società Eur Spa: “Franceschini blocca la vendita dei gioielli dell’Eur”, titola il Corriere della Sera. Ovvero, un ministro si mette indebitamente a sindacare gli atti di una società privata (ancorché di proprietà pubblica): sanando – per così dire – un atto goffo, ingenuo, grossolano, ma non illecito, creando un vulnus giuridico-istituzionale che aggrava ulteriormente l’immagine di uno Stato allo sbaraglio. Giornata dedicata alle tensioni, di vario genere, sui giornali italiani: dopo aver riportato ieri le dichiarazioni dell’ex patron del premio Grinzane Cavour, La Stampa da voce a uno dei “vip” accusati, Corrado Augias: “Ci fa passare per assatanati solo per salvare se stesso”, commenta lo scrittore e giornalista. “Cado dalle nuvole. Un colpo basso, un apprezzamento morale, anzi immorale, gravissimo contro cui è complicato anche agire legalmente. Ma credo che agirò per danni. È difficile difendersi quando non si sa quale è l’accusa”.

Ancora tensioni, stavolta sindacal-culturali. Il Sole 24 Ore aggiorna sulla vertenza in atto a Milano, dove di discute da tempo sul fatto se i dipendenti del Teatro alla Scala di Milano debbano lavorare il primo maggio, giorno dell’inaugurazione dell’Expo, quando è prevista la prima di Turandot. “Non lavorare è un diritto, tuttavia in ogni situazione sono possibili soluzioni sul piano contrattuale”, decreta il leader della Fiom Maurizio Landini. La Repubblica rasserena gli animi, andando a Milano dove la Galleria d’Arte Moderna apre la mostra di Medardo Rosso: “Umberto Boccioni scriveva che la scultura del suo tempo offriva ‘uno spettacolo così compassionevole di barbarie, di goffaggine, di monotona imitazione’ che il suo ‘occhio futurista se ne ritrae con profondo disgusto’. Ma riconosceva un’eccezione: ‘Alludo al genio di Medardo Rosso, un italiano, al solo grande scultore moderno che abbia tentato di aprire alla scultura un campo più vasto‘”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.