Lo Strillone: Dna senza nome, va archiviato il caso Pasolini sul Corriere della Sera. E poi cultura romana, Giovanni Boldini, Mario Dondero

A quasi quarant’anni dai fatti, è il momento di mettere la parola fine su un caso che ha sempre infiammato le cronache, nere ma anche culturali? “Dna senza nome, va archiviato il caso Pasolini”, scrive il Corriere della Sera: a trentanove anni e tre mesi dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini, trovato privo di vita dopo […]

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A quasi quarant’anni dai fatti, è il momento di mettere la parola fine su un caso che ha sempre infiammato le cronache, nere ma anche culturali? “Dna senza nome, va archiviato il caso Pasolini”, scrive il Corriere della Sera: a trentanove anni e tre mesi dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini, trovato privo di vita dopo essere stato massacrato all’Idroscalo di Ostia, la procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta-bis, avviata senza grandi speranze di raggiungere un esito diverso da quello della colpevolezza esclusiva di Pino Pelosi. “Marino incapace di gestire la cultura romana”: lo grida Il Giornale, riferendo le polemiche scoppiate dopo la decisione di tagliare di un 20%, circa 4milioni di euro, i trasferimenti in materia culturale. Un ambiente, nota l’articolo, nel quale svetta come dominus la società Zetema: e intanto “gli ex occupanti del Teatro Valle hanno occupato l’assessorato alla cultura”.

Giornata di recensioni: Italia Oggi va a Ferrara e Forlì, che dedicano due grandi mostre a Giovanni Boldini. “Piaceranno molto ai visitatori ma ridimensionano un pittore largamente sopravvalutato”. Caustico l’articolista: “che bisogno c’era di nuove mostre su Boldini? Negli anni recenti ne abbiamo avute tante, a Padova e Como, Roma e Rovigo, Firenze, Ferrara e, appena chiusa, Milano: ripetitive come la sua pittura, apprezzate dal pubblico come una torta alla panna, mistificate da presentazioni di rara fabulazione”. Fotografia protagonista su La Stampa, che va invece a Roma per la personale di Mario Dondero alle Terme di Diocleziano: “Da Parigi all’Africa, dalle assemblee del ’68 alla casa di Pasolini 250 scatti ripercorrono a Roma la carriera del grande fotoreporter”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.