Danneggiata la Barcaccia del Bernini a Piazza di Spagna. A Roma calano i nuovi barbari ‘tifosi’ del Feyenoord. La Polizia italiana li lascia fare

Siccome l’Italia non ha già i suoi problemi, a star dietro alla mole sconfinata di bellezze che il fato ha voluto tramandarci, ci si mette di mezzo pure il calcio. I tifosi di calcio, per meglio dire, ammesso che sia possibile definire così una mandria di scalmanati alcolizzati come quella calata su Roma – novella […]

Siccome l’Italia non ha già i suoi problemi, a star dietro alla mole sconfinata di bellezze che il fato ha voluto tramandarci, ci si mette di mezzo pure il calcio. I tifosi di calcio, per meglio dire, ammesso che sia possibile definire così una mandria di scalmanati alcolizzati come quella calata su Roma – novella invasione barbarica – al seguito della squadra olandese del Feyenoord, impegnata in Europa League contro i giallorossi. Non contenti di aver messo a ferro e fuoco nella notte Campo de’ Fiori – 33 arrestati -, gli hooligans se la sono presa con la Barcaccia di Piazza di Spagna, capolavoro nato nel 1629 dalla collaborazione di Pietro Bernini e del figlio Gian Lorenzo Bernini, peraltro appena restaurata con una spesa di 200mila euro, lavori durati un anno tra 2013 e 2014. Ancora scontri, venti fermati, una diecina di feriti: e gravi danni, ancora tutti da quantificare, al celebre monumento. “Profondo sdegno per quanto avvenuto oggi pomeriggio a e per l’oltraggio che alcuni nostri monumenti, come la Barcaccia, simbolo storico di questa città, hanno subito”, ha commentato l’Assessore alla Cultura e al Turismo di Roma Giovanna Marinelli. “Stiamo verificando con la Sovrintendenza Capitolina i danni arrecati dai tifosi olandesi. Da una prima analisi risulta danneggiato il candelabro centrale della Barcaccia, restaurata e inaugurata lo scorso settembre. Nelle prossime ore l’area intorno alla fontana verrà recintata e l’acqua prosciugata per un controllo dettagliato. Verifiche andranno fatte anche per la Scalinata di Trinità dei Monti e per l’intera piazza. Il nostro patrimonio e la nostra cultura sono stati oggi profondamente offesi”. Nelle immagini – alcune di Youreporter – alcune testimonianze dei danni…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.