Immagini dalla grande mostra romana di Lorenzo Lotto. Tra arte e fede, tanti capolavori da vedere fino a maggio a Castel Sant’Angelo

Arte e fede. Per riscoprire e valorizzare il ricco patrimonio del Museo-Antico tesoro della Santa Casa di Loreto arriva a Roma, organizzata dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù e dalla Soprintendenza per il Polo Museale di Roma, nella scenografica cornice di Castel Sant’Angelo, la mostra di Lorenzo Lotto e dei suoi capolavori. L’artista […]

Arte e fede. Per riscoprire e valorizzare il ricco patrimonio del Museo-Antico tesoro della Santa Casa di Loreto arriva a Roma, organizzata dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù e dalla Soprintendenza per il Polo Museale di Roma, nella scenografica cornice di Castel Sant’Angelo, la mostra di Lorenzo Lotto e dei suoi capolavori. L’artista veneziano vissuto nel ‘500, che proprio a Loreto sviluppò gran parte della sua arte e che qui decise di tornare a vivere negli ultimi anni della sua vita, viene celebrato con i suoi capolavori proprio per accendere i riflettori sulla ricchezza dei territori marchigiani e del Museo di Loreto in particolare, che – inaugurato l’8 settembre del 1951 – continua, grazie a lasciti e donazioni dei pellegrini e devoti, ad arricchire la propria collezione.
In questo caso a Roma giungono una serie di capolavori di Lotto provenienti anche da collezioni pubbliche e private, come il secondo pezzo de Il Cristo e l’adultera della Galleria Spada, Il ritratto di gentiluomo della galleria Borghese e il San Girolamo nel deserto realizzato per l’appartamento di Papa Giulio II della Rovere, presente proprio nella collezione Menotti di Castel Sant’Angelo. L’opera Il battesimo di Gesù, anch’essa proveniente da Loreto, sarà invece esposta al museo nazionale di Palazzo Venezia. Oltre al nucleo centrale di Lotto, sono in mostra altre opere tra gli altri del Pomarancio, di Guido Reni, Annibale Carracci e Simon Vouet, provenienti da collezioni romane strettamente collegate con la basilica laureatana. Si aggiungono alla vetrina artistica e spirituale anche i tesori della Santa Casa, una selezione di ceramiche urbinate e vasi da farmacia provenienti dalle botteghe cinquecentesche. In mostra fino al 3 maggio a Castel Sant’Angelo: noi anticipiamo una fotogellery…

Geraldine Schwarz